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Tutta nuova la C60!

5 March 2014
Presentata C60, la bicicletta per i sessant’anni dell’azienda fondata nel 1954 a Cambiago (Mi). Entusiasta, Ernesto Colnago: "Sono stato il primo costruttore di biciclette a credere nel carbonio. Sono stato prima criticato e poi copiato da tanti. La storia è iniziata con C40, che ho lanciato alla Parigi-Roubaix...".
Tutta nuova la C60!

Tutta nuova la c60!

C60 è pensata e fatta in Italia, a Cambiago. Il telaio è in fibra di carbonio con congiunzioni in carbonio, entrambi si caratterizzano per la forma Star. La forma Star è un richiamo storico al Master, prestigioso telaio di Colnago con congiunzioni e tubi in acciaio. La forma stellare delle tubazioni non è solo un simbolo, perché consente di realizzare telai molto rigidi, con innesti super precisi che determinano prestazioni superlative in termini di rigidità laterale. Il cuore di C60 è la nuova scatola movimento. La forma sovradimensionata dei tubi verticale e obliquo e l’innesto Star forniscono maggiore rigidità e la migliore distribuzione degli stress.

Il sistema che consente il passaggio interno dei cavi è parte integrante della scatola. L’innesto del tubo verticale è asimmetrico. È nuovo anche lo standard di movimento centrale. Si chiama ThreadFit82.5, brevettato da Colnago, unisce i vantaggi del sistema Bsa a quelli del conosciuto e molto utilizzato Pressfit. Il sistema è costituito da una bussola in alluminio filettata alle estremità su cui si fissano due calotte in alluminio. All’interno di queste poggiano i cuscinetti collocati a pressione. In sintesi i vantaggi: maggiore affidabilità e precisione, manutenzione semplice, salvaguardia del telaio.

Altro dettaglio caratteristico di C60 è il tubo obliquo. La sezione maggiore, che misura 66x52 mm (C59 solo 44 mm), ha consentito di incrementare sensibilmente la rigidità laterale senza aumentare il peso del tubo stesso. La massima sezione è nel punto di connessione con la scatola del movimento centrale.

Altra novità riguarda il tubo verticale che ha forma asimmetrica. La larghezza totale è di 51,5 mm: la parte sinistra misura 30 mm, quella destra 21,5 mm. Alla base della scelta la volontà di creare un link forte con la scatola del movimento e la necessità di ricavare il posto necessario per il deragliatore anteriore. Il reggisella, per scelta tecnica, continua a essere di 31,6 mm di diametro, sia per la maggiore rigidità sia per la richiesta specifica dei ciclisti professionisti.

Passando al carro posteriore. È composto da foderi bassi sovradimensionati in senso verticale nel punto di congiunzione con la scatola del movimento. Il design presenta due venature all’interno, la struttura è rastremata in prossimità dei due forcellini. I foderi così disegnati forniscono la massima resistenza alle flessioni laterali e il giusto grado di comfort in senso verticale. Inoltre, la capacità di flettersi in senso verticale garantisce la migliore trazione della ruota posteriore sui fondi sconnessi. I foderi alti sono riuniti in una classica forcella con elementi a profilo conico che lavorano in perfetta armonia con quelli bassi. Il profilo piatto e largo, in special modo in prossimità dei forcellini, incrementa la rigidità laterale e la capacità di smorzare i colpi provenienti dal fondo stradale.

I forcellini sono stati disegnati per ottimizzare questo delicato punto di raccordo del carro posteriore. Entrambi in alluminio forgiato, sono ottenuti da pezzo pieno mediante lavorazione Cnc. Questi pesano meno di pezzi omologhi in fibra di carbonio e non sono assolutamente paragonabili dal punto di vista della rigidità e della resistenza agli stress, che è nettamente maggiore.

C60 è disponibile in nove taglie sloping (42s, 45s, 48s, 50s, 52s, 54s, 56s, 58s, 60s) e cinque tradizionali (53, 55, 57, 59 e 61) oltre al su misura. Dodici le colorazioni.

Le prime impressioni. C60 mette subito a proprio agio. La bici scivola sull’asfalto, ammortizza bene le sconnessioni, si guida perfettamente grazie alle geometrie sviluppate puntualmente nel corso degli anni. Ma è quando si inizia a fare sul serio che l’anima racing di C60 esce in modo evidente e prepotente. La scatola del movimento centrale, ridimensionata e fortificata, è l’ideale punto di appoggio su cui scaricare la potenza. Sul passo è formidabile: svelta, precisa e veloce.

Il disegno della geometria consente di trovare l’assetto migliore e più redditizio tramite un rapido set-up. Spalle rilassate, busto inclinato il giusto, angolo di spinta perfetto per le gambe ottimizzano la resa in sella alla bici. Comfort e agonismo si fondono. E quando la strada punta all’insù? Le alternative sono sostanzialmente due. Pedalare seduti, regolari, facendo mulinare le gambe in modo intuitivo e naturale, oppure vibrare potenti colpi ai pedali sapendo di poter contare su una scatola movimento assolutamente rigida e un carro posteriore studiato per ottimizzare aderenza e trazione della ruota. Maggiore è la potenza del corridore, maggiori saranno le soddisfazioni.

In discesa? Mostruosamente solida! La costruzione praticamente perfetta della struttura a congiunzioni offre solo certezze. Si ha sempre la situazione in pugno. L’avantreno potente e massiccio consente inserimenti in curva dinamici e precisi, le traiettorie sono fedeli, mai una indecisione. Piacere di guida e sicurezza, dunque, due concetti ben presenti nella storia di Colnago. In sintesi? C60 ha il dna della Casa. È concreta, solida e sicura, una “macchina” pensata per la competizione, ma al tempo stesso capace di soddisfare una fascia di pubblico molto ampia a partire dal ciclista agonista incallito, che chiede prestazioni tecniche superlative, al cicloamatore che desidera pedalare su un mezzo moderno, esclusivo e, soprattutto, sicuro.

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