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Trentin, altro che crossista

25 April 2011
Il veneto, noto sui campi invernali, ha vinto su strada il "Mondiale di primavera" degli Under 23. Suo il trofeo Liberazione, a Roma
Trentin, altro che crossista

Trentin, altro che crossista

La pioggia non ha fermato lo spettacolo del ciclismo giovanile mondiale che per la 66ma volta consecutiva si è dato appuntamento a Roma per il Gran premio della Liberazione. Sono partiti in 178 da cinque continenti, dieci nazionali e 27 squadre italiane.

Dopo 3 ore 31 minuti e 15 secondi ha vinto Matteo Trentin, 22 anni il prossimo 2 agosto del Team Brilla Bike che ha tagliato il traguardo delle Terme di Caracalla in solitario con 59 secondi di vantaggio sull’australiano Michael Hepburn e 1 minuto e 2 secondi su Sonny Colbrelli della Zalf Desiree. «L’arrivo da solo, sul rettilineo finale è stato un sogno – ha detto dopo la gara Matteo Trentin – ed anche se non si vede, non potete immaginare quanto sia felice, è indescrivibile la gioia che provo. Per me questa vittoria è un piccolo sogno che si realizza. La qualità di questa gara si capisce anche solo guardando il lotto dei partenti. Non mi aspettavo di andare così bene anche se avevo programmato un tipo di corsa del genere. Il bagnato è sempre un rischio in gare così nervose, con tante curve e saliscendi continui, così ho avuto la certezza di aver vinto solo sul rettilineo finale perché in questa condizioni di strada bagnata, se ti rilassi è un attimo cadere. Il momento chiave è stato quando ho visto che nessuno andava a chiudere su Hepburn ed allora ho deciso di farlo da solo».

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