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The Kona wheel

30 ottobre 2014
di Roberto Alvisi
È il nomignolo che gli ingegneri del Reynolds Composite Studio hanno dato alla 72 Aero, una ruota che combina la maneggevolezza della 58 e la velocità della 90. Il profilo Det è la sua arma segreta contro il vento. I pattini Cryo-blue Power migliorano la frenata sul bagnato
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  • 1/8 Il mozzo posteriore con 20 raggi straight pull incrociati in seconda

    The kona wheel

    Reynolds vanta una lunga esperienza nell’impiego del carbonio e numerose collaborazioni con altre aziende in vari settori e altri produttori di ruote e componenti per biciclette. Tutti i progetti vengono sviluppati a Sandy (Utah, Usa) sotto la guida di Paul Lew, ingegnere ed ex triatleta pro. Le ruote top di gamma escono dallo stabilimento americano mentre il resto della produzione avviene in Cina, a Hangzhou. Per garantire la massima qualità, l'azienda controlla tutto il processo dall'inizio alla fine: il carbonio viene acquistato negli Stati Uniti e spedito in Cina; le resine sono sviluppate secondo le proprie esigenze progettuali e, da un paio d'anni, anche gli stampi sono realizzati internamente a Sandy e poi spediti al reparto di produzione.

    Ogni ruota è montata a mano e poi testata (e di fatto rodata) alla destressing machine, una pressa che esercita una forza lungo l'asse del mozzo di circa 180 kg, cioè quasi 10 volte più grande del carico laterale massimo impresso da un corridore. Tutte le ruote sono centrate e trattate, ri-centrate e ri-trattate finché rimangono centrate anche dopo lo stress test. Questo la dice lunga anche riguardo alla loro robustezza.

    Materiali al servizio della prestazione

    La serie Carbon Aero Road si posiziona tra la top di gamma Rzr e la linea Carbon Performance Road (Assault e Strike). Il modello con profilo da 72 mm è arrivato in Italia in primavera e Ciclismo ha avuto la possibilità di testarlo per prima.

    L'elemento distintivo della serie Aero è il cerchio in carbonio Cr6 con profilo Det e gradino Ish sul bordo esterno della pista frenante nelle versioni da 46, 58, 72 e 90 mm. Cr6 identifica la tecnologia che prevede un materiale, una resina e una laminazione specifici per ciascuna zona del cerchio: il bordo che trattiene il copertoncino, la superficie frenante, il canale, il fianco, la zona d'appoggio dei nipples e la zona d'uscita dei raggi. La pista frenante con tecnologia Ctg - abbinata agli specifici pattini Cryo-blue - consente una veloce dissipazione del calore ed elimina la frenata a strappi tipica di diversi prodotti analoghi.

    Da notare che la ruota è dotata di indicatore d'usura, una linea rossa che diventa visibile quando l'usura della pista raggiunge il livello massimo consentito. Una delle più recenti novità introdotte nel 2014 è il nuovo pattino Cryo-Blue Power. Con una superficie maggiorata del 44% e sei fessure inclinate per aumentare la circolazione dell'aria e migliorare l'espulsione dell'acqua il Power consente un miglioramento delle prestazioni in frenata del 33% sull'asciutto e del 42% sul bagnato rispetto ai Cryo-blue.

    Dal punto di vista aerodinamico, il cerchio con profilo Det (dispersive effect termination) si caratterizza per una forma a V appuntita, che, secondo i test e le simulazioni condotti da Reynolds, riduce la resistenza aerodinamica in maniera più efficace rispetto ai profili delle concorrenti. Il vantaggio si fa ancora più evidente mano a mano che l'inclinazione del vento e rispetto alla direzione di marcia passa da 0 a 18°. Questo si traduce anche in una più facile gestione dello sterzo nelle giornate ventose. La larghezza di 26,2 mm - infine -conferisce alla ruota una miglior guidabilità, una minor resistenza al rotolamento (maggior scorrevolezza in curva) e ne aumenta anche il comfort. Il bordo con profilo Ish (integrated step hook, di fatto uno scalino) regolarizza i flussi d'aria intorno al copertoncino contribuendo all'aerodinamica del sistema.

    Per correre tranquilli

    Ciò che trattiene molti dall'investire in un paio di preziose ruote in carbonio è l'esposizione e la vulnerabilità ai danni dovuti all'impatto con ostacoli e buche o a cadute connaturata al componente. Reynolds protegge i propri clienti con il Rap (Reynolds assurance program) che va ad aggiungersi alla normale garanzia di due anni. Si tratta di un'assicurazione cha va stipulata entro 30 giorni dall'acquisto delle ruote e che fa sì che una ruota danneggiata durante il normale utilizzo debba semplicemente essere inviata al servizio tecnico Reynolds (quello europeo si trova in Olanda) che la riparerà o sostituirà senza domande sulle circostanze che hanno prodotto il danno. L'assicurazione vale solo per il primo proprietario (non è trasferibile) ed è limitata a una sola sostituzione per ciascuna ruota.

    La prova

    Ho testato le Reynolds 72 Aero in versione Shimano 11v con pattini Cryo-blue Power gommate con copertoncini Vittoria Open Corsa Cx da 23 mm gonfiati a 8 bar. Ho effettuato la maggior parte delle uscite con una bici da strada equipaggiata con Sram Force 10v e alcune altre con una bici da triathlon montata con Shimano Ultegra 6700. Il dettaglio del gruppo non è trascurabile: il profilo largo 26,2 mm (contro i normali 21-22 mm dei più comuni cerchi in alluminio) obbliga a stravolgere completamente le regolazioni dei freni sia in termini di montaggio del cavo che di inclinazione dei porta pattino. Nel caso del Force il risultato è stato quello voluto. Con l'Ultegra 6700 ho dovuto faticare ben di più e, infine, accontentarmi di una corsa leva molto ridotta a causa del poco spazio fra pattini e cerchio dovuta alla geometria delle pinze freno. Nessun problema per quanto riguarda l'istallazione della cassetta Shimano 10v, adeguatamente spessorata.

    Nelle diverse uscite, tutte in pianura in condizioni di asciutto e per lo più sul filo delle due ore, le 72 Aero si sono rivelate ruote soprattutto scorrevoli e comode. Se la vista del cerchio da 72 mm può dare la sensazione di un prodotto pesante o oltremodo rigido, in realtà in sella non si direbbe di pedalare su un profilo ultra deep. Anche nelle giornate ventose, infatti, si sono dimostrate inaspettatamente facili e di fatto sensibili solo alle raffiche trasversali. Il dna è quello di una ruota da gara - sia chiaro - manovrabile e reattiva. Anche la rigidità trasversale mi è parsa all'altezza delle aspettative: nessun rumore da sfregamento sui pattini neanche quando si rilancia sui pedali a 800-1000 W.

    Ottima la frenata: silenziosa, potente e modulabile al livello di altri prodotti top già testati personalmente come Easton Ec90 Aero, Mavic Cosmic Ultimate e Zipp 404. Il consumo dei pattini Cryo-blue Power mi è sembrato nella norma e sul cerchio non ho notato depositi di gomma o altre tracce visibili.

    Scheda tecnica

    Reynolds 72 Aero clincher

    Uso: triathlon e gare in circuito su strada; percorsi piatti e scorrevoli

    Cerchio: Reynolds Cr6 in carbonio con profilo Det alto 72 mm e largo 26,2 mm; superficie frenante Ctg; peso 604 g

    Pneumatico: copertoncino da 23 a 25 mm (etrto 622x15c)

    Pattini: Cryo-blue Power by Brakco

    Raggi: Dt Swiss Aerolite doppio spessore; ant. 16 radiali; post. 20 2x/2x

    Nipples: G2 interni in lega leggera; esagonali da 5 mm

    Mozzi: Dt Swiss 240 straight-pull custom (ant. 94 g; post. 235 g)

    Compatibilità: Shimano, Sram e Campagnolo

    Peso: 1.675 g

    In dotazione: set bloccaggi Reynolds Competition; 2 prolunghe valvola; 2 nastri paranipples; 4 pattini Reynolds Cryo-blue Power; 2 borse portaruota

    Importato in Italia da: Arc en ciel

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
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