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Haute Route, diario di un’impresa

9 September 2015
È stata un successo la sfida epica per amatori con la voglia di superare i propri limiti mentali e fisici. #DontCrackUnderPressure
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    Haute route, diario di un’impresa

    Si è da poco conclusa a Conegliano Veneto l’edizione 2015 di Haute Route, la sfida amatoriale suddivisa in tre tranche che ha visto impegnati 1.600 ciclisti tra i 18 e i 74 anni, di 50 nazionalità, su 21 salite proibitive, le stesse delle gare professionistiche.

    Un totale di 800 chilometri percorsi per 20.000 metri di dislivello per “ride like a pro”, con Tag Heuer in veste di official timekeeper.

    Una delle edizioni più avvincenti di sempre, partita il 15 agosto dai Pirenei, proseguita sulle Alpi Francesi tra Crans Montana e Ginevra, fino ad attraversare l’arco alpino tra Sankt Moritz e Bormio, arrivando alle Dolomiti di Merano e Cortina.

    La bellezza selvaggia dei Pirenei ammirata dalla cima del maestoso Colle del Tourmalet. La fredda nebbia da attraversare. La pioggia battente sulle Alpi da affrontare ancora prima della partenza. I passi Gavia e del Tonale affrontati in condizioni climatiche proibitive.

    Rebecca Johnson, ciclista americana, ha dichiarato a chiusura della tappa dolomitica: “È stato più difficile di quanto si possa immaginare, ma è proprio questo che rende la Haute Route una gara così unica. Ti consente di raggiungere obiettivi che non pensavi possibili”.

    Julie Royer, project manager di Haute Route, ha dichiarato: “Quando abbiamo ideato Haute Route non avevamo idea di quello che stavamo creando. La passione, la determinazione, la resilienza dimostrata da ogni singolo rider è stupefacente. Cerchiamo di fornire il massimo supporto possibile e di pianificare i percorsi più spettacolari possibili, ma la vera linfa vitale della Haute Route è la passione delle persone comuni per il ciclismo, che le spinge fino all’inferno della fatica, per raggiungere qualcosa di straordinario”.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA