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Specialized Shiv tri

1 novembre 2013
Alessandro Turci
La versione Triathlon di Shiv. Telaio in carbonio aerodinamico, l'impostazione è indicata per le lunghe distanze
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    Specialized shiv tri

    È una bici da crono “anomala” questa Shiv, perché è stata sviluppata espressamente per i triatleti. È stato messo da parte il regolamento Uci (che detta regole precise sul design di tubazioni e componenti) e ne è uscito un mezzo, meglio dire un “modulo”, con ottima aerodinamica e ottima guidabilità. Ma soprattutto, grazie alle dimensioni più che generose delle tubazioni, è stato possibile sviluppare un sistema di rifornimento idrico, denominata “Fuelselage”, integrato nel telaio in fibra di carbonio. Anche se per noi triatleti italiani, orientati anche al rispetto del peso (leggero è meglio) siamo più orientati ai sistemi di rifornimento tradizionali. Ovvero le borracce al telaio classiche.  

    La geometria ha consentito di concretizzare una posizione in sella per niente estrema. Soluzione che mi trova al 100% d’accordo e che non impatta, anzi, in modo negativo le prestazioni, soprattutto per le lunghe distanze. Rispetto al Shiv da crono stradale, questo modello è più orientato al comfort del rider. In pratica è leggermente più alto davanti questo telaio, proprio per consentire ai triatleti long distance di unire aerodinamica e comfort. Tanto per capirsi l’altezza del tubo sterzo tra le due taglie S è di 115 mm (Shiv Triathlon) contro 100 mm. In questa ottica va sottolineata la facilità di gestione del “sistema manubrio” che è regolabile sia in lunghezza, sia in larghezza sia in altezza. Non è di quelli super-integrati (che, forse, sono più aerodinamici) ma è molto più semplice da gestire anche da un ciclista non espertissimo che ama il fai da te. Come va? Io l’ho trovata molto facile, una qualità a mio avviso fondamentale per questo tipo di bici, soprattutto considerando le potenzialità atletiche del suo pubblico. Atleti non professionisti magari anche in là con gli anni. Anche se, va detto, la utilizzano pure (e ci vincono) i triatleti pro. Per noi “umani”, la facilità di impiego è fondamentale, si può beneficiare delle qualità aerodinamiche e della postura in sella senza pagare dazio alla scomodità. Io che sono alto 174 cm ho provato la taglia S e devo dire che l’ho trovata perfetta. Mi è piaciuta sia sul passo, i lunghi rettilinei sono uno spettacolo, sia sui terreni misti e anche in salita, dove si è dimostrata inaspettatamente brillante. Si guida molto bene ed è anche agile. Perfetta l’azione sui pedali grazie all’inclinazione del tubo sella di 77° “parzializzata” dall’inclinazione dello sterzo di 71,5° e dall’off-set forcella di 50 mm.          

     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA