x

Sempre in contatto con la tua passione?

Iscriviti alla newsletter

Speciale EICMA 2015

Scorri le marche in verticale

Vota e vinci la moto più bella del Salone di Milano

Undicesima edizione del concorso "Vota e vinci la moto più bella del Salone".

Specialized Allez s-works

9 dicembre 2013
Alessandro Turci
Rilancio dell’alluminio, realizzato con la nuova tecnologia di saldatura “Smartweld”. Prestazioni top e geometria Tarmac!
  • Salva
  • Condividi
  • 1/7

    Specialized allez s-works

     

    La Allez entra nella “famiglia” di prodotti S-works. Hanno deciso così i vertici tecnici della Specialized. Questo significa che l’alluminio, lavorato così, con un nuovo metodo, è degno di essere considerato prodotto “top”, che si affianca ai blasonati Tarmac e Venge, almeno per quanto riguarda la gamma strada. Un salto di qualità non da poco, che va a ridefinire (sì perché l’alluminio non è più una novità) una nuova nicchia nel mercato degli agonisti.

     

    Il telaio

    Il fulcro tecnico dell’Allez s-works ruota attorno alla nuova tecnologia di saldatura "Smartweld", che si basa sull’utilizzo dell’hydroforming (idroformatura) per realizzare la giunzione dello sterzo e i terminali di obliquo e orizzontale. Punti in cui, tradizionalmente, si accumula una quantità di materiale maggiore e dove si concentrano le maggiori forze torsionali. In pratica, i tubi invece che essere tagliati “solo” a misura, nel punto di giunzione vengono arrotondati proprio dall’idroformatura. Ciò consente primariamente di ottenere un tubo più resistente (avete presente il fondo delle lattine?) e, secondariamente, di “affogare” il riporto di saldatura nella gola che si viene a creare, invece che lasciarlo tutto in superficie. Risulta così una giunzione pulita e solida. La tecnologia Smartweld è stata messa a punto dall’americano Chuck Texeira, pioniere dell’industria della bicicletta, oltre che ciclista praticante e appassionato. Per quanto riguarda gli altri dettagli, sono: standard del movimento 42x68 mm (da cuscinetto a cuscinetto) Specialized Osbb, diametro del reggisella di 27,2 mm in fibra di carbonio Fact (top di gamma). Molto intelligente e comodo il sistema di regolazione dell’inclinazione e dell’arretramento (a due viti). Collarino stringireggisella di 31,8 mm in lega leggera a una vite. Sei le taglie (49, 52, 54, 56, 58 e 61). Unico il colore argento-nero e rosso.      

     

    La gamma

    Specialized Italia metterà a disposizione del pubblico il solo kit telaio, per varie ragioni condivisibili. Primariamente per vedere come reagirà il mercato di fronte a una proposta del genere. Secondariamente, perché la soluzione kit telaio è una delle preferite dagli agonisti del nostro Paese. Lascia ampio spazio alle personalizzazioni e alla customizzazione e rappresenta la soluzione migliore per chi, stanco della propria bici, ma non dei componenti, vuole provare un prodotto nuovo con caratteristiche alternative alla fibra di carbonio. È in composito, invece, la forcella, che è realizzata con la tecnologia Fact (Functional advanced composite technology), che “certifica” il processo di costruzione del pezzo sotto ogni punto di vista e in cinque step che partono dalla gestione iniziale del progetto fino alla fase di costruzione vera e propria e a quella di test. Si tratta della forcella Tarmac S-works monoscocca con pivot conico a diametri differenziati: 1”1/8 nella parte superiore, 1”3/8 in quella inferiore, sulla quale poggia la serie sterzo dedicata. Il frame kit Allez s-works (telaio, forcella, serie sterzo e reggisella) costa 1.890 euro.                  

     

    La prova

    Che dire? Da zero a dieci, questa bici mi è piaciuta otto. Mi sono trovato bene sin dalla prima uscita e, detto sinceramente, ci vuole molta esperienza per capire di stare in sella a un telaio in alluminio invece che in fibra di carbonio. Scelta la taglia giusta, la posizione in sella non è per niente estrema. Su quale terreno mi è piaciuta di più? In salita mi ha fatto una grande impressione. È capace di salire agile e di dare stilettate “assassine” se le gambe ci sono. Io, tanto per capirci, ho fatto il miglior tempo personale dell’anno sulla salita di riferimento. L’ho trovata scorrevole ed esaltante, soprattutto sulle pendenze accessibili, diciamo fino al 10%. Mi è piaciuta anche in discesa, soprattutto la forcella. È rigida, non perde colpi e mantiene la traiettoria con sicurezza. In pianura? Anche su questo terreno. Il comfort? Molto buono, per non dire ottimo. Dimenticatevi i telai in alluminio di prima generazione. Con la riduzione degli spessori e del peso, grazie alle nuove tecnologie dei materiali, il comfort non è più un problema. Ho fatto giri anche lunghi, di circa quattro ore, e sono sceso dalla bici senza accusare fastidi o indolenzimenti in nessuna parte del corpo.               

    © RIPRODUZIONE RISERVATA