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Rose Xeon Team gf 3000

9 July 2014
Il telaio in alluminio è sviluppato per le percorrenze da granfondo con soluzioni tecniche originali e allestimento di alto valore tecnico. Una bici confortevole e versatile. Interessanti lo sterzo “ad altezza variabile” e il prezzo
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    Rose xeon team gf 3000

    Ecco una bici in alluminio, sotto i duemila euro. Si basa sul progetto Xeon Team cgf, telaio costruito in fibra di carbonio e sviluppato per le percorrenze da granfondo. Team gf è la versione in lega 7500/T6 del medesimo progetto, del quale conserva geometrie, design e carattere. Tra soluzioni tecniche originali e allestimento di alto valore tecnico, Xeon Team gf 3000 non difetta certo di personalità.

    Il telaio

    Di primo acchito, Xeon Team gf non lascia indifferenti: il tubo obliquo dalla sezione triangolare, l’orizzontale schiacciato e il nodo sella così particolare non sono linee comuni. Il nodo sella nasconde il collarino ed espone lateralmente solo la vite di regolazione dell’altezza. La struttura del nodo è voluminosa, di forma vagamente triangolare, e sembra “adagiata” sui foderi obliqui che (secondo segno particolare) corrono verso il carro posteriore con una piega decisa, stilisticamente puliti, essendo liberi da qualunque supporto per il freno posteriore. Quest’ultimo è stato riposizionato dietro alla scatola movimento, un’interpretazione tecnica che, secondo il progettista, consente al carro posteriore di provvedere allo smorzamento delle sollecitazioni stradali senza alcuna interferenza. Come conseguenza del riposizionamento del freno, il disegnatore ha scelto forcellini tagliati posteriormente (terzo segno particolare), per recuperare un po’ di spazio di manovra nelle operazioni di inserimento ed estrazione della ruota dietro. Lo sterzo è “ad altezza variabile”. Un accessorio estremamente originale che consente di alzare la quota del manubrio con una o più prolunghe di 20 o 40 mm, che di fatto allungano il tubo sterzo mantenendo un’estetica pulita e la rigidità del reparto integra, diversamente dall’effetto che avrebbero molteplici spessori sotto l’attacco manubrio.

    La prova

    La bici arrivata in redazione è di una taglia più piccola rispetto all’esigenza del tester designato. Questo ci ha permesso di utilizzare le particolare calotte di prolunga del tubo sterzo per recuperare il giusto posizionamento e per verificare su strada un accessorio così originale. In effetti, ci siamo dimenticati in fretta della prolunga, un po’ perché esteticamente “scappa” alla vista, un po’ perché non abbiamo riscontrato alcuna interferenza alla guidabilità del mezzo, che fosse riconducibile al componente. Il progetto è orientato al compromesso tra comfort e reattività e indirizzato ai granfondisti, ed effettivamente la marcia è comoda e il telaio compensa bene i nostri tutt’altro che scorrevoli manti stradali, sia anteriormente sia alla seduta.

    In salita si può contare sul peso contenuto, poco sopra i sette chili, che aiuta soprattutto quando le asperità da affrontare si susseguono. Pur trattandosi di un telaio in lega, le vibrazioni vengono ben “digerite” e la sicurezza ne guadagna soprattutto in discesa anche se, guidando un po’ al limite, il piantone (non troppo sdraiato) tende a scaricare un po’ il posteriore quando si stacca forte sui tornanti. L’avantreno però compensa alla grande e un po’ di arretramento bilancia bene il tutto. Quando ci si alza sui pedali poi, Xeon gf reagisce prontamente e in condizioni di gara rivela una versatilità notevole. Proprio nei rilanci ci viene incontro la buona stabilità dello sterzo e la rigidità laterale del carro dietro che, non inflessibile, ma pronto, tiene la ruota sempre in trazione.

    Le nostre conclusioni

    Xeon Team gf 3000 è un prodotto mirato. Il target assegnato è il ciclista che cerca un buon rapporto qualità/prezzo in una bici con cui fare un po’ di tutto, e il bersaglio ci sembra centrato. Tra le particolarità, ci ha sorpreso lo sterzo ad altezza variabile, che abbiamo inizialmente guardato con (non poca) diffidenza. La scelta del freno posteriore sotto al movimento, ben motivata dal progettista, necessita di un’attenta regolazione per non interferire nelle accelerazioni più brusche, poiché agisce su quella parte della ruota (tra asfalto e mozzo) più soggetta a flessione. Il comando di apertura del freno, varrebbe la pena posizionarlo dove è più accessibile. I forcellini del carro dietro, tagliati posteriormente, sono una scelta inusuale, anche nelle altre bici col freno “nascosto”. Soprattutto quando le mani sono un po’ fredde, non facilitano l’estrazione e l’inserimento della ruota. Tuttavia la pratica aiuta.

    Scheda tecnica

    Telaio: Xeon Team gf alluminio 7005 T6 Forcella: Active Stress reduce fork 1’ 1/8”–1.5”, full carbon Reggisella: Ritchey Wcs Carbon FlexLogic Attacco: Ritchey Wcs 4 axis Comandi: Shimano Ultegra 6800 Freni: Shimano Ultegra 6800 + 6810 Deragliatore: Shimano Ultegra 6800 Guarnitura: Shimano Ultegra 6800 50/34 Catena: Shimano Ultegra 6800 Ruote: Dt Swiss R23 Spline Sella: Fi’zi:k Arione R7 Prezzo: 1.849 euro

    Per info: Rose Italia, via al Monteggiolo 6i - 23823 Colico (Lc), tel. 338/3305116, www.rosebikes.it

    © RIPRODUZIONE RISERVATA