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Peillon-Ventimiglia-Monaco-Peillon

25 aprile 2013
Giro di 110 km con alcune salite interessanti: il Col di Braus, La Turbie e il Col de la Guerre. Il periodo migliore è proprio la primavera, meglio anticipare l’estate per evitare il caos dei vacanzieri. Le strade in Riviera sono strette e i francesi (anche loro) sono poco tolleranti con i ciclisti
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    Peillon-ventimiglia-monaco-peillon

    Ho fatto questo percorso in occasione del press camp di Mavic. Partenza da Peillon, borgo antico a due passi da Nizza veramente molto bello ed elegante. Posto consigliato per un breve soggiorno. La prima parte del percorso scende, è veloce, la direzione è verso Blausasc (strada D21). A circa quindi chilometri dalla partenza, inizia l’ascesa al Col de Braus, circa dieci chilometri al 6,8%, una salita pedalabile con un bel panorama fatta di tanti tornanti che ammorbidiscono la pendenza. Chi ha la gamba sale  abbastanza bene senza patire più di tanto. Una guarnitura compatta con il massimo rapporto 34-25 è più che sufficiente (può bastare anche il 23). Comunque, anche i meno allenati la possono affrontare serenamente perché non ci sono tratti super-ripidi.  Allo scollinamento vale pena di fare la sosta al cippo che ricorda una delle tante maglie gialle al Tour de France, il francese René Vietto.

    Successivamente, inizia una discesa molto bella di undici chilometri con una splendida vista (in parte) sul mare e su Ventimiglia. Dalla Francia, dunque, si passa in Italia per un breve tratto La strada è larga e sicura, si può lasciare andare la bicicletta e recuperare tutta la fatica fatta nella salita precedente. Arrivati in Riviera, a Ventimliglia, si pedala accanto al mare fino a Mentone. A Mentone una sosta per un caffè è obbligatoria. Se la giornata è bella merita. Magari al porto, sul lungomare ci sono tanti localini interessanti. L’occasione ultima per fare una telefonata o postare una foto sui social network (tutti gli operatori italiani di telefonia funzionano ancora). Di nuovo in Francia si prosegue per Cap-Martin, Roquebrune e poi Monaco. Arrivati nella piccola cittadina del Principato si svolta a destra e si prende per la salita della Turbie, teatro del prologo del Tour de France 2009, quello del “come back” di Lance Armstrong.

    Sono 4,3 km con pendenza media del 5,9%, si sale a circa 16 km/h quindi è una salita pedalabile. Il panorama è molto bello e vale la pena di godere della vista mare. La qualità dell’asfalto è ottima e la bici scorre molto bene. Terminata la Turbie, si prende fiato e poi inizia il Cool de La Guerre, 6 km al 2% di pendenza media, un falsopiano a salire, molto facile. Anche in questa parte del percorso il panorama merita. Si entra in una valla chiusa, il mare non c’è più, ma diminuisce anche il traffico di auto e si pedala molto bene. Arrivati a Peille vi aspetta una picchiata di circa 15 km molto piacevole, la strada è stretta ed è necessario prestare attenzione alle auto che salgono. Alcune curve sono anche pericolose.

    Al termine della pedalata avrete percorso 110 km con 2.159 metri di dislivello positivo ben distribuiti. Se il ritmo è quello giusto quasi non ci si accorge di tutto il dislivello fatto. Da Milano sono circa tre ore di auto (per raggiungere Peillon) ed è tutta autostrada, quindi strada veloce e scorrevole. Vale la pena di fare un paio di giorni, magari provando a scalare il Col du la Madone da Mentone il giorno prima o quello successivo alla pedalata principale. Ne vale la pena!    

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