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Mondiali: Lutsenko iridato Under 23

22 September 2012
A Valkenburg, altro finale allo sprint: vince il kazako davanti al francese Coquard. Delude l'Italia di ct Amadori, male il pro Felline
Mondiali: Lutsenko iridato Under 23

Mondiali: lutsenko iridato under 23

Il kazako Alexy Lutsenko ha vinto il titolo iridato Under 23. Ventenne ruota veloce, ma anche capace di vincere una tappa al recente Giro della Val d'Aosta: Lutsenko si è imposto in volata e a Valkenburg è andata in scena l'ennesimo finale allo sprint. Lutsenko ha preceduto il francese Bryan Coquard e il belga Tom Van Asbroeck: i veri sconfitti della giornata sono gli azzurri. L'Italia è stata sicuramente la squadra che più ha cercato di movimentare una gara che, tuttavia, nelle fasi iniziali è stata piuttosto noiosa. Nella seconda metà di Mondiale, invece, sono cominciati gli scatti, decine di attacchi a ripetizione, anche se mai decisivi: il tracciato veloce ha favorito le squadre che volevano un finale allo sprint. Tra i più attivi nella squadra diretta da Marino Amadori si sono dimostrati Villella, Fedi e Cattaneo. Il più atteso, tuttavia, era il pro Fabio Felline che ha deluso. Non ci sono azzurri tra i primi venti.

Il torinese dell'Androni Venezuela ha cercato più volte di forzare il ritmo, i suoi scatti nel finale hanno allungato il gruppo, ma senza incidere in modo importante. A fine gara, Felline sconsolato e deluso si è sfogato: "Una giornata negativa, una corsa assurda e tante piccole cose che hanno finito per pesare, tutte assieme, su un Mondiale per me negativo. Non mi aspettavo di vincere, temevo una corsa come questa, assolutamente fuori controllo e con continui cambi di ritmo. Anche tra i pro si lima in gruppo, ma non in modo così sconclusionato. In tutta la corsa ci saranno state non meno di quaranta cadute, tutte stupide. Pazienza: tra gli Under si corre in modo totalmente diverso rispetto ai pro, lo si sapeva, è andata così"

Felline era il primo professionista italiano a prendere parte a un Mondiale Under 23, da quando il regolamento consente alle Nazionali di schierare al via della categoria giovanile anche i pro di squadre Continental o Professional. Aveva molto da perdere, ma si è buttato nella mischia con coraggio e buona volontà: "Nel finale sono scattato tante volte, sì, ma non perché volevo fare il fenomeno. Stavo cercando in tutti i modi di portar fuori un gruppetto, volevo fare un po' di selezione, ma non ci sono riuscito. Nel finale, in uno sprint così numeroso, non ero il più forte e ho fatto una volata assurda: al vento e sul lato sbagliato. Non recrimino, ho sbagliato io". Tuttavia, a mezza voce non nasconde una certa delusione per l'atteggiamento della sua squadra, un'Italia che sembrava davvero in grado di poter vincere e che, invece, ha mancato l'obiettivo. Ora Felline tornerà tra i pro, già da mercoledì alla Milano-Torino: "Non voglio che esca il messaggio polemico. Io non voglio polemizzare, ho corso e ho perso. Nel ciclismo non si può sempre vincere", ma la sua delusione in volto parla più delle parole.

Lorenzo Franzetti, da Valkenburg

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