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Il 2016 targato Merida

22 settembre 2015
di Alfredo Colella
La nuova Scultura Team di Merida non tradisce le attese, si è guadagnata un posto fra le protagoniste di Cosmobike. Interessante, in chiave off-road, il nuovissimo modello bi-ammortizzato Ninety-Six da cross-country. La chicca è Scultura Superlite Ltd, solo 4,5 kg di peso
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    Il 2016 targato merida

    Si potrebbe affermare che l’ultima versione di Scultura, telaio road di Merida, sia nata predestinata: al suo debutto (è stata presentata all’inizio dell’ultimo Giro d’Italia) coglie subito quattro successi di tappa e stuzzica così la curiosità e l’attenzione degli addetti ai lavori. I saloni espositivi di fine estate ne segnano l’ingresso tra il grande pubblico, che può finalmente pedalare su questo gioiello, fin’ora prerogativa solo del team Lampre-Merida. Telaio dalla geometria non esasperata e abbastanza neutra, risulta agile e confortevole nei percorsi misti, quanto rigido e reattivo in velocità. Le linee scarne ed essenziali non traggano in inganno: la tecnologia che sta alla base del progetto è di primissimo livello.

     

    Il peso: 900 grammi (nella misura media)

    I soli 900 grammi (nella misura media), uniti agli ottimi coefficienti di rigidità sul movimento centrale e sullo sterzo, la pongono al livello di ottimi modelli aero, mentre l’utilizzo di biofibre in fase di lavorazione del carbonio e un carro posteriore altamente flessibile, la rendono confortevole come un mezzo per scalatori. La guidabilità è precisa, anche grazie alla forcella interamente in carbonio sviluppata da Merida apposta per Scultura, in grado di diminuire al minimo possibile le vibrazioni dello sterzo e fornire la necessaria rigidità laterale nelle curve e in discesa. Il carro posteriore è rigido, per trasferire bene la potenza erogata, ma dotato di foderi che riescono ad assorbire le forze senza restituirle al ciclista stesso, condizionandone la prestazione.

     

     la tecnologia nano-matrix carbon

    La versione di Scultura in carbonio utilizza la tecnologia Nano-Matrix Carbon, che prevede l’aggiunta di nano particelle alle resine che fanno da collante per le fibre di carbonio, con lo scopo di ottenere maggiore robustezza e resistenza agli urti. Inoltre, negli stampi, sono utilizzati specifici inserti che riducono notevolmente le pieghe delle fibre, a tutto vantaggio della longevità del telaio. La versione precedente in alluminio utilizza una lega a triplo spessore estremamente leggera e resistente, idromodellata tramite olio caldo pressurizzato spinto dall’interno verso l’esterno dei tubi. Le inevitabili saldature sono poi uniformate al resto del telaio e risultano invisibili.

    Tutti i modelli di Scultura hanno passaggio dei cavi interno, per una maggiore pulizia delle forme e longevità dei cavi stessi, mentre l’ultima release aggiunge il freno posteriore a ridosso del movimento centrale (prerogativa di tendenza dei modelli aero). Piena compatibilità, per tutte le versioni, coi cambi elettronici. La nuova Scultura Team è presentata con guarnitura Shiamno Dura-Ace e cambio elettronico Di2 a 11 velocità, ruote Fulcrum Racing Zero Carbon e pneumatici Continental GrandPrix 4000S.

    La chicca di Merida è la versione superleggera di Scultura, la 9000 Superlite Ltd, coi suoi soli 4,5 kg. È equipaggiata con cambio e deragliatore Sram Red 22, freno anteriore Sram Red e posteriore Shimano Dura Ace (posto sul movimento centrale), ruote in carbonio Tune Skyliner Tubular, tubolari Tufo Elite. Sella, reggisella, pedivelle, manubrio e attacchi sono di Ax Lightness.

     

    Ninety-six 2016, il nuovo off road di merida

    Nel segmento off-road spicca una gustosa novità, in casa Merida: la Ninety-Six da cross-country, bi-ammortizzata, con ruote da 27,5 o 29 pollici (cerchi Dt Swiss 466D, pneumatici Continental X-King o Maxxis Ikon) a seconda della misura del telaio: pare, infatti, che le taglie S e M siano disponibili con ruote da 27,5 pollici, mentre le taglie M, L e XL con ruote da 29 pollici.

    L’ammortizzatore è posto sotto il tubo orizzontale (per contenere lo spessore del tubo e allo stesso tempo per dissipare le forze in modo ottimale) e c’è un singolo link (monopivot), caratteristica che propende verso un modello più da competizione. Il telaio risulta abbastanza leggero, coi suoi 1,7 kg, cui dobbiamo aggiungere l’ammortizzatore Fox Float DPS o RockShox Monarch. L’ancoraggio al telaio è ottenuto grazie ad una biella in carbonio di soli 80 grammi di peso. Il progetto Ninety-Six prevede la monocorona anteriore (Sram XX1 a 32 denti per la 29 pollici e 34 denti per la 27,5 pollici) ma, per chi lo volesse, sul tubo piantone è presente la placca di fissaggio di un deragliatore, per la doppia corona.

    La nuova Ninety-Six 2016 è disponibile in quattro modelli: CF5 full carbon (identico al modello utilizzato dal Team Multivan Merida), CF4 con il triangolo posteriore identico alla CF5 ma con la parte anteriore differente, CFA con triangolo anteriore in carbonio (come la CF4) e carro in alluminio, Lite con telaio in alluminio. Tutti i modelli in carbonio sono dotati di un comando remoto sul manubrio, per il bloccaggio sia della forcella sia dell’ammortizzatore. Il cablaggio dei cavi è interno, attraverso il sistema chiamato Smart Entry: guide interne per limitare il peso delle guaine, grandi aperture nel telaio per facilitare l’ingresso e l’uscita dei cavi, fissaggio al telaio per mezzo di una piccola vite che, comprimendo leggermente i cavi, li tiene ben saldi ed evita qualsiasi rumore o contatto con il telaio stesso. Sul modello base Lite in alluminio, invece, il cablaggio è esterno.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
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