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Due argenti per l’Italia

28 September 2015
L’Italia chiude il Mondiale di Richmond 2015 con due argenti, uno a cronometro e uno tra gli U23 che mancavano da tempo. Tra i professionisti, epilogo amaro per gli azzurri del ct Cassani. L’iride a Peter Sagan, tra i favoriti alla vigilia
Due argenti per l’Italia

Due argenti per l’italia

Il ventiquattrenne Peter Sagan stacca tutti sul traguardo di Richmond e conquista l’iride. Argento e bronzo rispettivamente all’australiano Matthews e al lituano Navardauskas. Per gli azzurri una gara di controllo che li ha visti, in particolare negli ultimi due giri e sino ai piedi del penultimo strappo a pochi chilometri dall’arrivo, in testa alla corsa.

 

Il commento di Nibali

Vincenzo Nibali ha chiuso al 42° posto. Subito dopo l’arrivo è assalito da giornalisti e tifosi. Nonostante la stanchezza si concede con estrema disponibilità: “Negli ultimi chilometri eravamo presenti e abbiamo cercato di chiudere sugli scatti pericolosi.. poi sono venuti fuori gli uomini adatti a questo percorso. Onore al merito a Sagan, che ha cercato questo mondiale fortemente, preparandolo nel migliore dei modi. Subito dopo la Vuelta è volato qui in America, prendendosi tutto il tempo per smaltire fuso orario e per conoscere le insidie di un percorso che alla fine si è rivelato più duro del previsto”.

Soddisfatto della sua prestazione? “Non era un mondiale che si adattava alle mie caratteristiche; ho corso al servizio della squadra contribuendo a chiudere per cercare di portare la corsa sui binari da noi prefissati.”

La fuga di Viviani poteva arrivare? “Non saprei; c’erano uomini importanti ma non tedeschi e australiani, che infatti hanno chiuso il buco. Poco dopo si è scatenata la bagarre…”.

 

Elia Viviani e quella fuga pericolosa

Elia Viviani è stato protagonista della fuga forse più pericolosa, a 20 chilometri dalla conclusione, forte di big come Kwiatkowski e Boonen. Era programmata questa azione? “No. Quando sono andati via uomini come Michal Kwiatkowski e Tom Boonen ho pensato fosse giusto non lasciarli andare. Sono entrato nella fuga con l’intenzione di controllare, poi, quando abbiamo guadagnato 30” di vantaggio ho anche contribuito affinché il tentativo si concretizzasse, senza però dare tutto, visto che in fuga c’erano Kwiatkowski, che sullo strappo avrebbe sicuramente provato a staccarci”.

Matteo Trentin, 34° al traguardo, uno dei più attesi alla vigilia: “Abbiamo corso nel modo migliore e non possiamo rimproverarci nulla. Anzi credo che meritassimo qualcosa di più, ma alla fine ha vinto uno dei favoriti va bene così. Si è rivelato un percorso veramente duro: ogni volta che qualcuno provava ad andare via il gruppo chiudeva ed è stato praticamente impossibile controllare la corsa nei chilometri finali.”

 

Il grande lavoro di bennati, quinziato e felline

“E’ stato fatto tutto il possibile – dice Daniele Bennati – Si è poi rivelato un percorso veramente esigente. Elia ha fatto bene ad entrare in quella fuga che sembrava pericolosa – Per gli ultimi due giri abbiamo lavorato per stare sempre in testa alla corsa. E’ mancato poi Oss, visto che la caduta lo ha messo fuori gioco. Ma siamo stati la nazionale più rappresentativa nel finale. Rimane comunque un pizzico di rammarico”.

A conferma del grande lavoro fatto per portarsi in testa alla gara anche Manuel Quinziato: “Un grande lavoro per essere nella posizione più adeguata” – dice l’azzurro. Fabio Felline, anche lui ha contribuito, nel finale, a tenere unito il gruppo, nonostante un guasto meccanico: “Ho rotto un sellino e sono stato costretto a cambiare la bici. Sinceramente non potevo fare di più”.

 

Il bilancio del ct cassani

Il commento finale spetta a Davide Cassani, che legge la gara nello stesso modo dei suoi corridori: “Abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità, controllando la gara finché abbiamo potuto. Quando negli ultimi chilometri si è scatenata la bagarre ci è mancata la forza di essere presenti, ma sapevamo anche che questo percorso non favoriva le nostre qualità. Nessuna recriminazione nonostante le due bici cambiate, Ulissi che non stava bene e Oss che è caduto, perché nel momento decisivo eravamo là”.

Inevitabile allargare il discorso ad un bilancio complessivo di questo mondiale, al quale il coordinatore della squadre nazionali non si sottrae: “Nonostante l’epilogo odierno è stato un mondiale positivo. Abbiamo vinto due medaglie d’argento in settori nei quali da tempo mostravamo una sofferenza, medaglie che potevano essere di metallo più pregiato per 9” e un… soffio; abbiamo collezionato un 4° posto e due 6° posto. Guardando i nomi degli azzurri protagonisti qui a Richmond, inoltre, in tutte le categorie, è evidente che si tratta di atleti bravi sia su strada che si pista, una dimostrazione che stiamo lavorando nella giusta direzione”.

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