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Lightweight Urgestalt

26 novembre 2013
Alessandro Turci
Leggerissima e rigida, su strada è velocissima, soprattutto in salita. L’allestimento è dedicato ai cultori della componentistica “tirata"
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    Lightweight urgestalt

     

    Lightweight, nel mercato del ciclo, è uno dei marchi con più appeal agli occhi degli agonisti. Nato e cresciuto grazie alla qualità delle ruote, oggi realizza anche un telaio. Non a caso lo pubblicizza con il claim “frame your wheels”, che si potrebbe tradurre “il telaio per le tue ruote”. Il messaggio è chiaro, dunque, Lightweight propone Urgestalt (dal tedesco, modello, archetipo) agli appassionati del brand. E non si tratta nemmeno di una prima, considerando che l’azienda che ha sede a Friedrichshafen, in Germania, in realtà è nata proprio come produttore di telai circa dieci anni orsono. Il prodotto si chiamava Total eclipse, telaio avveniristico in fibra di carbonio.

     

    Il telaio

    In azienda, dopo un’attenta analisi dei costi e del successivo posizionamento del prodotto, hanno deciso di produrre Urgestalt in Asia. Riconoscendo la qualità e la capacità del partner nella lavorazione del composito. Detto questo, per essere un ritorno alle origini non c’è male. Urgestalt è un top di gamma, lo dicono i numeri. Il modulo (telaio, forcella, serie sterzo e reggisella con relativo clamp integrato) pesa 1.340 grammi. Questo significa che il telaio pesa all’incirca 800 grammi, forse meno, grammo più grammo meno. E se questo è il primo passo, sono convinto che un’azienda come Lightweight, così focalizzata sul peso, presto riuscirà a fare di meglio. Le forme sono classiche, niente fronzoli e tanta sostanza. Il tubo di sterzo è conico: 1”1/8 nella parte superiore, 1,5” la base solida. È concreta anche la forcella, tutta in fibra di carbonio con foderi dritti e dimensionati nella parte superiore. Lo slope è leggero, quasi impercettibile. Si nota, nella porzione anteriore, il lavoro mirato a potenziare lo snodo. L’orizzontale si ingrossa allo sterzo, l’obliquo compie una leggera curva. Entrambe, sono soluzioni volte a incrementare la resistenza a torsione. Nella porzione posteriore si nota l’assenza del collarino stringisella. Il clamp, infatti, è invisibile all’occhio, integrato nell’orizzontale con un sistema a doppio cono gestito da una vite posta sotto l’orizzontale. Anche questa invisibile agli occhi. Funziona. Lo standard del movimento è tra i più usati. La scatola Pressfit misura 86,5x41 mm. Il carro è classico: foderi bassi dritti e rettangolari (in senso verticale), quelli alti fini per dare un minimo di comfort verticale. Il passaggio ruota è compatibile con coperture di 25 mm di diametro.

     

    La gamma

    Urgestalt viene commercializzato solo come frame kit. Telaio, serie sterzo, forcella e reggisella (la testa è compatibile con il Monolink), che è realizzato a misura di questo telaio, quindi non sostituibile con un altro modello. Unica è la colorazione, il nero matt che è perfetto per questo prodotto ultra-racing. Il frame kit costa 4.500 euro. Altra storia la bici completa che abbiamo provato e che ci è stata consegnata da Giovanni Mastrosimone, distributore per l’Italia dei prodotti Lightweight. Un allestimento “top”, da brivido. A cominciare dalle ruote Lightweight Meilenstein Obermayer (dal nome dell’inventore), prodotto per i cultori di questo tipo di oggetti. Superano di poco i 900 grammi (la coppia), sono sorprendentemente rigide nonostante i 16 raggi anteriori e i 20 posteriori. Il mozzo è Dt 190. È firmata Lightweight anche la piega Urgenbull. L’attacco è Ax lightness come la sella, entrambi in fibra di carbonio. Integra l’assemblaggio “fuoriserie” la guarnitura Clavicula della Thm carbones, un vero e proprio gioiello di accuratezza e leggerezza. E che dire dei freni? Il set Fibula e da pazzi per il peso. Il resto dei componenti è firmato dal raffinatissimo Campagnolo Super record 11 velocità. Bene, la bici in questa versione costa 14.420 euro!             

             

    La prova

    Una bici così è capace di fermare l’orologio del tempo, anzi, di farlo tornare addirittura indietro nei casi più fortunati. Inutile dire che il suo “territorio” è la salita, sulla quale si comporta come un razzo! Il guadagno di tempo è garantito a parità di prestazione, sia per la leggerezza sia per la rigidità dell’intero sistema telaio più ruote. Se le gambe sono quelle dei giorni dei migliori, le pendenze oltre il 10% non fanno paura. Io ho realizzato diversi “personali” stagionali in salita nonostante abbia pedalato con questa bici in un periodo dell’anno già infelice dal punto di vista del clima. E quasi senza volerlo. Mi ha sorpreso anche in pianura. Gli scatti sono vere e proprie stilettate e, grazie alla scorrevolezza delle ruote, si raggiungono anche velocità di punta di rispetto. In discesa? La leggerezza richiede molta attenzione, perché gli errori difficilmente si recuperano. Ci vuole mano, abitudine e occhio avanti, perché i cambi repentini di direzione possono essere molto rischiosi. Ottima la frenata, sia per quanto riguarda le ruote sia per l’impianto frenante (peso 67 kg).                

        

    Le nostre conclusioni

    È una bomba questa bicicletta, siamo oltre il livello top (e ce ne sono poche). Urgestalt è la concretizzazione delle mitiche ruote. È un mezzo estremo, quindi, adatto a un pubblico adeguato. Le prestazioni, soprattutto in salita, sono il suo forte, dichiarate e certificate dalla strada. La bici nel complesso non è nemmeno scomoda come si potrebbe pensare, o squilibrata, ma non è questo il punto. È talmente leggera che i comportamenti sono repentini ovunque. Ci vogliono, dunque, preparazione fisica e molta attenzione per non avere problemi. L’agonista è il cliente prefetto.        

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