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Intervista a Viviani

2 marzo 2015
Ospite oggi negli studi di Sky Sport24 Hd, ha parlato delle medaglie ai Mondiali su pista. «Un motivo d’orgoglio. Olimpiadi Rio un grande obiettivo per me e il bronzo nell’omnium può essere l’inizio
Intervista a Viviani

Intervista a viviani

Il Team Sky sui canali Sky: Elia Viviani, due medaglie agli ultimi Campionati del mondo di ciclismo su pista in Francia e terzo ieri alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne, è intervenuto oggi a Sky Sport24 HD.

Le due medaglie agli ultimi Campionati del Mondo di ciclismo su pista in Francia.

«È sicuramente un motivo d’orgoglio. Siamo andati veramente vicini all’oro nella madison (americana, ndr), ma la medaglia di bronzo nell’omnium è secondo me la più importante, perché avviene in una specialità olimpica. Le prossime Olimpiadi a Rio saranno un grande obiettivo per me e questo bronzo può essere un buon inizio. Sappiamo anche dove dobbiamo migliorare e questo è il nostro punto di forza. Prendere una medaglia di bronzo ed essere vicino all’oro fino all’ultima prova, che era la corsa a punti, sapendo che si può ancora migliorare, credo sia la cosa migliore. Nell’americana abbiamo concluso a un solo punto dai francesi, siamo stati sfortunati a trovare i francesi in Francia. Sono morti su quella bici piuttosto che mollare la maglia! È andata bene così. In Italia era raro vedere due medaglie in 24 ore ai Mondiali su pista e quindi siamo orgogliosi di queste medaglie. Prendiamolo come un punto di partenza per i prossimi appuntamenti importanti su pista».

Il colombiano Gaviria è diventato un avversario pericoloso?

«Gaviria diventa un cliente davvero pericoloso. Ha battuto Cavendish due volte a gennaio e a questi Mondiali era veramente forte. Spero e punto sul fatto che le Olimpiadi saranno ad agosto. Ai Mondiali avevo un australiano e un colombiano davanti e la condizione che hanno loro in questo periodo della stagione è sicuramente più avanzata della mia. Io sono arrivato ai Mondiali su pista con sei giorni di gara, dopo Dubai e il Challenge di Mallorca».

A Dubai hai anche battuto Cavendish

«È stato un buon avvio di stagione. Sicuramente vincere con la maglia del Team Sky era il primo obiettivo. La prima vittoria è arrivata, davanti a Cavendish e quindi è ancora più soddisfacente. Queste due medaglie sono la buona continuazione di quello che era il secondo obiettivo di quest’anno. E ora siamo tornati su strada. Ieri c’è stato un buon terzo posto alla Kuurne-Bruxelles-Kuurne dietro a Cavendish e al vincitore della Milano-Sanremo dello scorso anno, Kristoff».

Come fai a conciliare la strada e la pista?

«Noi quest’inverno abbiamo lavorato molto e messo una grande base per la stagione su strada perché il 2015 è una stagione per me importantissima su strada, con il Team Sky voglio raggiungere traguardi importanti che mi mancano ancora, come il Giro d’Italia, la Gand-Wevelgem che è un obiettivo ormai prossimo perché manca qualche settimana. E quindi la preparazione è stata piuttosto incentrata sulla strada e poi portata nello specifico gli ultimi dieci giorni sulla pista. Per questo il colombiano (Gaviria, ndr) si è dimostrato veramente forte ma sono fiducioso che possiamo migliorare».

Il Team Sky è una squadra con dei corridori che hanno in testa contestualmente Olimpiadi e strada. Questo è un vantaggio per te?

«Sicuramente il mio passaggio al Team Sky e la fiducia che Dave Brailsford mi ha riposto è sicuramente per portare al Team il più alto numero di vittorie su strada, come sprinter ovviamente, ma mi facilita molto sul fatto di praticare la doppia attività. Ho minimo 3-4 campioni olimpici in squadra, quindi ci viene normale chiacchierare magari la sera, a cena, di una corsa a punti o di un quartetto. Questa cosa mi facilita molto».

Sarai alla Milano-Sanremo da co-protagonista perché dovrai appoggiare Ben Swift?

«Penso che l’uomo giusto per il Team Sky alla Milano-Sanremo sia proprio Ben Swift. Si è sacrificato a inizio stagione, come avete visto a Dubai, per lavorare per me, perché ho quello spunto veloce in più che lui invece ripaga con la resistenza in salita. E’ arrivato terzo lo scorso anno alla Milano-Sanremo e quindi merita la fiducia della squadra ed è  l’uomo che può portare al Team Sky la Milano-Sanremo. Io sicuramente, vista la condizione, dovrei esserci e in ogni caso sarò in appoggio. Speriamo di portare a casa questa grande Classica con la maglia del Team Sky e cominciare ad assaporare di arrivarci vicino per i prossimi anni».

In futuro potresti avere tra i tuoi obiettivi anche altre Classiche come il Giro delle Fiandre?

«Sicuramente ieri ho avuto un buon responso dalla Kuurne-Bruxelles-Kuurne. Sui muri mi sono trovato molto bene, soprattutto valutando che era passata una settimana dal Mondiale su pista. Ho lavorato duro la scorsa settimana per tornare da subito ad essere competitivo su strada, la condizione c’è e quindi ieri restare davanti sul Kwaremont è stata una soddisfazione personale che mi pone degli obiettivi alti. E quindi, dopo la Tirreno-Adriatico, sarò nelle Classiche del Belgio, molto probabilmente per appoggiare altri capitani come Geraint Thomas. Anche il Belgio può essere uno dei miei obiettivi dove crescere».

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