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Gt Sensor 27,5"

14 aprile 2014
Escursionismo tecnico, ma anche lunghe escursioni di montagna. Bella nell'estetica, funzionale ed affidabile
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    Gt sensor 27,5"

    La Sensor è una veloce Trail bike destinata agli escursionisti più esigenti. L'anno scorso era declinata sia nella versione da 26" sia da 29", entrambe con escursione da 120 mm. La nuova versione invece, perfettamente in linea con le ultime tendenze di mercato, ha solo ruote da 27,5" e escursione aumentata a 130 mm.  A partire da questi tratti salienti, quasi tutto è cambiato. E' rimasta invariata, però, la predisposizione per le lunghe escursioni d'alta montagna, grazie alle ottime prestazioni in salita, ma anche alle notevoli doti discesistiche.

     

    Il telaio

    L'adozione delle ruote intermedie, introdotta nella gamma 2014 anche sulla più grintosa Force da All mountain, ha inevitabilmente portato nuove geometrie, ma non solo. Anche il design e la sospensione posteriore sono stati modificati. Partiamo proprio da quest'ultima.

    Per la nuova Sensor, ma anche per la Force, Gt ha deciso di accantonare il celeberrimo I-drive, vero e proprio marchio di fabbrica. Il compito di sostituirlo è stato affidato a Peter Denk, progettista tedesco altrettanto celeberrimo, che ha dato vita alla sospensione Aos (Angle Optimized Suspension).

    Il nuovo schema, in realtà, conserva i concetti base dell'I-drive, perché si caratteristica per il movimento centrale  isolato, perché flottante sia rispetto il telaio sia rispetto il carro posteriore. Inoltre, mantiene all'incirca anche la stessa ampia traiettoria ad arco che la ruota compie durante la compressione, in questo caso studiata appositamente per gli angoli d'attacco delle 27,5".

    L'elemento chiave che consente tutto questo si chiama Pathlink, un robusto (ma in realtà leggero) link, realizzato in due pezzi d'alluminio lavorati cnc che, per l'appunto, ingloba anche il movimento centrale.

    Il Pathlink, il cui fulcro è sul telaio, è quindi collegato nella parte alta direttamente all'ammortizzatore e in quella bassa ai foderi orizzontali, che hanno lo snodo è posizionato ben sotto il movimento centrale.  Soluzione tecnica inedita che dona alla sospensione una forma del tutto originale.

    In ogni caso, design a parte, lo schema è riconducibile alla famiglia dei monocross con infulcro alto.

    Tutto il meccanismo del Pathlink, compreso lo snodo tra foderi bassi e alti, è finalizzato esclusivamente a ridurre al minimo il tiro catena quando la sospensione si muove, riducendo così l'effetto fastidioso di pedal kickback di cui soffrono questo tipo di sospensioni. Con questo cinematismo, invece, il movimento centrale arretra con l'affondare della sospensione per compensare la variazione di lunghezza catena e la relativa forza che spingerebbe i pedali in senso opposto a quello della pedalata.

    Questa "compensazione"  in realtà non è totale, perché una piccola parte del tiro catena viene volutamente utilizzata come forza inibitoria al movimento stesso della sospensione. In questo modo la sospensione risulta un po' più stabile e "dura" quando si spinge sui pedali,  rispetto a quando non si pedala. Così da garantire migliore efficenza di pedalata (no effetto bobbing) e più reattività in fase di accelerazione e, al tempo stesso, un comportamento più sensibile e lineare in discesa.

    La nuova sospensione Aos, che si caratterizza anche per l'ammortizzatore collocato più in basso e in parte integrato nel telaio, ha richiesto anche un nuovo design del triangolo anteriore, che tra l'altro assomiglia molto a quello della più "muscolosa" Force. Il baricentro è quindi più basso, anche perché le ruote da 27,5" sono state inserite con una geometria ovviamente differente rispetto i due standard precedenti. Nello specifico, rispetto la 26", è stata incrementata sia la lunghezza dell'orizzontale, bilanciata però con un attacco molto corto (80 mm) sia l'interasse complessivo. Il movimento da terra, invece, è stato abbassato a 344 mm e l'angolo sterzo è più inclinato e misura 68,5°.

     

    Componentistica e gamma

    Tutta la gamma Sensor, tre modelli in carbonio e quattro in alluminio ha alcune specifiche comuni, quali forcelle con 130 mm di escursione e steli da 32 mm, freni leggeri con rotori da 180mm,  ampi manubri da 740mm con attacco manubrio da 80mm, reggisella telescopici, ruote e pneumatici tubeless per la maggior parte dei modelli e deragliatori posteriori con frizione.

    I modelli in carbonio hanno un range di prezzo che va dai 3.699 euro della Expert, montata con Rock Shox Sektor Gold RL 130m e componenti Shimano Slx/Xt fino ai 6.499 euro della Team, allestita con Fox 32 Float Ctd fit kashima 130 mm, ammortizzatore Float Ctd bv, ruote e.thirteen Trs+ Carbon 650b Wheelset e trasmissione tripla

    RaceFace Next Carbon (42/32/22) con cambio Shimano Xtr Shadow Plus. La versione da noi provata è la Pro, quella intermedia. Si avvale di forcella Fox 32 Float Ctd Fit da 130mm con ammortizzatore Float Ctd Bv. Anche in questo caso la trasmissione è RaceFace Turbine 42/32/22 con deragliatore Shimano Deore XT e cambio  XT Shadow Plus Dm. Le ruote sono le e.thirteen TRS+ Alloy 650b Wheelset montate con continental X-King 27.5x2.4” ProTection Folding, mentre l'impianto frenante è il Formula T1 e il reggisella telescopico è il RockShox Reverb Stealth. Ha un prezzo di listino di 4.999 euro e un peso rilevato di 11,5 kg.

     

    La prova

    La nuova Sensor è risultata molto equilibrata sia in discesa sia in salita. Merito sicuramente di geometria e assetto azzeccati, ma anche grazie alla possibilità offerta della tecnologia Ctd di Fox  di variare in corsa la taratura della sospensioni. A tale proposito, però, bisogna dire che, soprattutto con un posizionamento così basso dell'ammortizzatore, a volte si avverte la mancanza del control remote, che tra l'altro non è disponibile di serie nemmeno sul modello più esclusivo.

    Detto questo, la Sensor è un' ottima trial bike, decisamente veloce e precisa sui percorsi più filanti ma anche grintosa su quelli più tecnici.  Ha elevate doti di stabilità, garantite dal passo lungo e dalle ruote oversize, ma anche le doti di maneggevolezza sono notevoli (ma dal metro e ottanta in giù è molto meglio stare su una M) anche grazie ad un baricentro molto basso e uno sterzo molto diretto che la rendono anche divertente. Bisogna, però, stare un po' attenti a non toccare qua e la con i pedali, visto il movimento centrale un po' basso, e per di più l'uso della guarnitura tripla toglie ulteriormente luce sotto la scatola movimento. Si tratta di un'impostazione geometrica, così come l'angolo sterzo non particolarmente aperto (ma giusto a nostro avviso per una trial bike), che premia una guida veloce e reattiva su sentieri non estremi per pendenza e sconnessioni. Così come la tripla, che da un lato è più pesante e sicuramente mento trendy rispetto ai sistemi 2x10 o addirittura 1x11, ma che in realtà garantisce grandi doti di versatilità.

    Proprio la versatilità è la cifra stilistica di questa Sensor: abbiamo avuto modo di confrontarla anche con la nuova e più grintosa Force, che ha stessa sospensione (seppure cn maggiore escursione) e telaio molto simile. La Sensor con la sua geometria più equilibrata, nei single track più scorrevoli, meno sconnessi e non troppo pendenti, è risultata anche più veloce dell'altra, se non proprio più divertente. In salita si apprezza sicuramente il migliore equilibrio e la facilità di mantenere l'anteriore incollato al terreno, anche sulle erte più ripide, e con un ottima direzionalità.

    Dal punto di vista del comportamento delle sospensioni, per entrambi i modelli si è optato per una certa sensibilità alle asperità lievi e medie, ottenuta con una curva di progressione piuttosto lineare nella prima parte, che diventa sempre più progressiva verso il fine corsa. Entrambi i modelli, in ogni caso, utilizzano ammortizzatori con tecnologia Fox Ctd, quindi, in grado di modificare il comportamento in compressione alle basse velocità. In buona sostanza il carro lavora molto bene in tutti i contesti ed è piuttosto efficiente e Fox pensa al resto.

    Le tre modalità di funzionamento, in effetti, sono bel calibrate e consentono di sfruttare al meglio le caratteristiche del mezzo. Su Climb la sospensione è praticamente bloccata, nel senso che non si muove sotto l'impulso della pedalata ma è pur sempre pronta a dissipare urti di una certa entità, comprese le compressioni che si possono avere anche in salita, scavalcando un ostacolo alto (tronco sasso etc) o entrando in una buca. Sui fondi più sconnessi o nei tratti pianeggianti dove si spinge molto, la modalità trial  consente al tempo stesso una certa stabilità della sospensione in fase di rilancio, ma anche una buona capacità ammortizzante. In Descend Mode, infine, si fruttano bene tutti i 130 mm d'escursioni, con una sensazione di notevole linearità di comportamento e di sensibilità della sospensione che però, anche con un sag vicino al 30%,  molto difficilmente conduce a fine corsa traumatici. Nel complesso, quindi, grande versatilità della sospensione e del sistema Ctd, anche se la mancanza del contro remote toglie un po' di fluidità alla guida. A tale proposito, invece, molto bene anche il telescopico che, al pari del potente impianto frenante, dona una bella sicurezza in discesa, a differenza delle gomme che con il bagnato non sono esattamente "infallibili".

     

    Le nostre conclusioni

    Nel complesso un ottimo mezzo per l'escursionismo più tecnico ma anche per le lunghe escursioni di montagna. Bella nell'estetica, funzionale ed affidabile risponde all'esigenza di quei biker che, pur amando i grandi dislivelli e le lunghe distanze, non vogliono rinunciare ad una bici prestazionale e divertente anche in discesa. Anche a costo di un po' di peso da portarsi in salita. In questo allestimento, in effetti, la Sensor pur essendo competitiva con le principali rivali di categoria non brilla in termini di leggerezza assoluta. Le prestazioni in salita, soprattutto sui percorsi tecnicamente più difficili sono comunque alte, anche se ovviamente non paragonabili a quelle di un mezzo da Xc o Marathon. Ma siccome sono notevoli anche le prestazioni in discesa (ben oltre il potenziale di qualsiasi Marathon) ne consegue una versatilità straordinaria, che significa anche, massima sicurezza, facilità di guida e un'impostazione di guida efficace nei tratti pedalati ma anche divertente in quelli più tecnici.

    Scheda tecnica

    Telaio: In carbonio Foc Ultra Carbon, escursione di 130 mm con Independent Drivetrain ¨ AOS Suspension System

    Forcella: Fox 32 float 27.5 ctd fit, 130 mm escursione

    Ammortizzatore posteriore: Fox Float Ctd Bv

    Guarnitura: Raceface Turbine, 42/32/22t, 3x10

    Movimento central: Race Face

    Cambio posteriore:     Shimano Deore Xt Shadow Plus

    Comandi: Shimano Deore Xt, Sl-m780, Rapid fire

    Pacco pignoni: Shimano Deore Xt, Cs-m771-10, 10 velocità, 11-36t

    Ruote: E.thirteen trs+ 650b wheelset

    Copertura anteriore: Continental X-king 27.5" x 2.4", protection folding,

    Copertura posteriore: Continental X-king 27.5" x 2.2", protection folding

    Impianto frenante: Formula T1, con dischi da 180

    Piega manubrio: Raceface Turbine, 740 mm.

    Attacco manubrio: Thomson Elite x4, 31.8mm clamp, 80mm

    Serie sterzo: Orbit C-40-acb

    Sella: Fizik Tundra2 mg

    Reggisella: Rockshox Reverb Stealth, 34.9mm, 125mm drop

    Prezzo: 4.999 euro

     

    Per info

    www.gtbicycles.com

    © RIPRODUZIONE RISERVATA