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Niner Rkt9

28 gennaio 2016
di Sebastiano Modica
Per il 2016 il brand americano presenta una grande novità e un restyling di un altro cavallo di battaglia. Iniziamo col parlarvi della new entry Rkt9, che raccoglie parte dell’esperienza fatta con la Jet9 (rimane a catalogo, sia in versione alluminio sia carbonio)
Niner Rkt9

Niner rkt9

La storia di Niner è molto curiosa. Nata sul finire degli anni 2000, la piccola factory californiana a cui fa capo Chris Sugai ha visto la sua crescita sia in immagine sia in termini di produttività decisamente importante quanto rapida. Ma la cosa più insolita è la mission aziendale che l’ha posta immediatamente all’attenzione del grande pubblico, ovvero il dedicarsi “solo ed esclusivamente” alle 29 pollici.

Non sarà stata il precursore di quello che oggi è lo standard di riferimento (ricordiamo che lo stesso Gary Fisher e altri piccoli marchi più o meno artigianali già adottavano le ruote maggiorate) ma è quella che meglio di chiunque altro ha interpretato la filosofia delle “twentyniner” con una gamma ben progettata e realizzata. È trascorso quasi un decennio da quanto Niner è entrata ufficialmente sul mercato e oggi la sua gamma vanta modelli per quasi tutte le discipline del mountainbiking affacciandosi anche nel gravel e ciclocross.

 

Le novità

Per il 2016 il brand americano presenta una grande novità e un restyling di un altro cavallo di battaglia. Nel primo caso la new entry si chiama Rkt9, che raccoglie parte dell’esperienza fatta con la Jet9 con un nuovo progetto atto a sancire non solo la leggerezza della nuova arrivata ma anche le caratteristiche generali che la pongono di diritto come una delle migliori full Cc in circolazione.

 

 

Nel secondo caso (ve ne parleremo nel prossimo articolo) sono le gravel di casa Niner a subire piccoli ma mirati ritocchi atti a migliorarne non solo la qualità generale, già altissima, ma anche la guidabilità e la fruibilità, come vedremo successivamente.

 

Rkt9 rdo

Il crescente successo delle full xc ha spinto i tecnici a rimettere mani al progetto partendo da un foglio bianco. Ci preme evidenziare prima di addentrarci nell’analisi della nuova arrivata che la Jet9 rimane a catalogo, sia in versione alluminio sia carbonio, quest’ultima a sua volta declinata in una versione normale con triangolo principale in carbonio e carro in alluminio ed un'altra Rdo, più raffinata ed estrema. Mentre cosi la Jet9 assume una connotazione “camaleontica” che permette al cliente di spaziare dal cross country fino al trail biking, la Rkt9 Rdo diventa l’arma specializzata nelle veloci gare Xc o Marathon.

Il carbonio utilizzato è quello più avanzato in gamma come si conviene alla serie Rdo. Attraverso l’operazione di compattazione di resine e fibre si ottiene un telaio i cui valori di resistenza e rigidità eccellono pur contenendo il peso entro valori decisamente bassi. 

 

 

Cambia l’estetica, discostandosi nettamente dalla Jet che vedeva il top tube curvarsi fino a congiungersi al movimento centrale con un nuovo layout, più tradizionale se vogliamo, ma con il preciso intento di compattare il più possibile le dimensioni con un valore di standover veramente contenuto. Questo fa in modo che il telaio si compatti non solo nelle dimensioni ma diventi nettamente percepibile la maneggevolezza nei rapidi cambi di direzione o nei tornatini.

Al pari del triangolo principale anche il carro è in carbonio in unica struttura, sfruttando l’ormai marchio di fabbrica Cva (Costant Variable Angle) il quale vede il carro ancorato al triangolo principale tramite due bielle in alluminio forgiato 6066 e cuscinetti ceramici Enduro per una lunghezza complessiva da 439 mm, più lungo rispetto ad alcuni concorrenti ma dovuta in parte al particolare sistema di sospensione tramite biellette e dall’altra come precisa scelta di non sacrificare eccessivamente la stabilità in luogo della maneggevolezza cosi da trovare un ideale compromesso per chi utilizzerà la Rkt non esclusivamente nel Cross country ma si cimenterà anche in gare Marathon o Endurance.

 

 

Al posteriore la rigidità laterale è garantita dall’asse passante con spaziatura “aggiornata” con il nuovo standard Boost da 148mm per uno spazio utile fino a coperture da 2.4”.

 

L’ammortizzatore fox float dps factory customizzato

 

La sospensione posteriore si avvale di un nuovo ammortizzatore Fox Float Dps Factory customizzato appositamente per Niner da Fox e regolabile tramite comando remoto in 3 posizioni. L’escursione da 90 mm si rivela più che sufficiente per rispondere alle più recenti tendenze del Cross country che vede le escursioni ridursi al fine di limitare il fenomeno del bobbing e rendere la Rkt più maneggevole nei cambi di direzione. La geometria ormai consolidata in casa Niner vede l’ottimizzazione delle quote telaio per adattarsi a forcelle da 100 mm senza tuttavia disdegnare anche quelle da 120 mm per chi desiderasse avere qualche millimetro utile in più sui percorsi più difficili.

 

 

La predisposizione per la trasmissione a controllo elettronico di2

Altri particolari degni di nota la totale predisposizione per la trasmissione a controllo elettronico Di2 con passaggio cavi interno, il movimento centrale PF30 con larghezza da 73 mm così da avere un fattore Q ridottissimo come si conviene a una macchina “racing”. Infine, una placchetta in titanio protegge la parte esterna del fodero destro così da evitare o ridurre i danni causati da malaugurate cadute di catena. 

Cinque le taglie disponibili, dalla Xs alla Xl, due varianti di colore che vedono alternare il nero opaco della fibra di carbonio ad un aggressivo Niner Red o uno sbarazzino e modaiolo verde a due tonalità Green/Greener.

 

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