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Forefront di Smith Optics, il casco a nido d’ape

4 December 2014
di Michele Foglio
È dedicato al mondo dell’All Mountain ed è un concentrato di tecnologia
Forefront di Smith Optics, il casco a nido d’ape

Forefront di smith optics, il casco a nido d’ape

Forefront è il casco di Smith Optics dedicato al mondo dell’All Mountain, un concentrato di tecnologia che garantisce la massima ventilazione senza tralasciare il fattore sicurezza. È un casco molto particolare nella sua costruzione e non solo in termini di design, ma anche di tecnologia di progettazione: la struttura interna e l’involucro esterno sono unici nel loro genere, vi spieghiamo nel dettaglio quali sono i vantaggi.

 

La struttura interna aerocore

La parte interessante che distingue il Forefront dagli altri caschi in commercio è la struttura interna denominata Aerocore, caratterizzata dal Koroyd. Ovvero, un particolare polimero con struttura a nido d’ape. Questa particolare struttura permette di avere un casco dal volume più piccolo e allo stesso tempo più resistente agli impatti di un modello convenzionale. Senza dimenticare il fattore dell’aerazione, importante in un casco. Infatti, le celle a nido d’ape sono sufficientemente larghe per permettere un buon flusso d’aria.

 

La speciale scanalatura per “agganciare” gli occhiali

La parte esterna del casco, oltre ad avere delle prese d’aria per garantire l’immissione dell’aria fresca che transita dalla parte frontale e viene espulsa in quella posteriore, offre molto di più: una speciale scanalatura permette di “agganciare” gli occhiali della linea Smith Optics. Un vantaggio non indifferente visto che succede spesso di  togliere gli occhiali in salita e non sapere dove conservarli al sicuro.

 

C’è il posto per le action-cam

Inoltre, sulla parte alta e centrale è possibile installare una tele camerina in tutta sicurezza: nella struttura è inglobata un filettatura compatibile con le viti dei supporti delle action cam in commercio. Forefront, inoltre, è utilizzabile anche con una mascherina da discesa, sempre a marchio Smith. Come? Sono stati predisposti due sfoghi per far circolare al meglio l’aria, che passa così nella mascherina e non fa appannare la lente (anche questo un particolare non da poco!).

 

E la regolazione?

Il sistema di regolazione è ben studiato, il cricchetto sul registro posteriore aiuta a calzare al meglio il casco mentre il laccetto che passa sotto il mento lo ferma in modo stabile e comodo. È disponibile in 3 misure: S, M ed L. Vale la pena sottolineare che il sistema di regolazione posteriore a cricchetto aiuta a rendere la calzata ottimale.

 

La nostra prova

Ho pedalato calzando il casco utilizzando per la quasi totalità del tempo la mascherina Smith: la Fuel v.2. Obiettivo? Divertirmi in discesa. Il casco calza molto bene e giocando con la precisione della regolazione arriva ad avere un’ottima sensazione: aderente il giusto, senza doverlo stringere troppo in testa.

Il sistema di aerazione è molto efficace, l’aria scorre bene dentro il casco e anche rilanciando l’andatura, per esempio in falsopiano e indossando comunque una cuffia tecnica in questo periodo viste le temperature, non si sente caldo in testa.

 

Stabile anche nelle discese più sconnesse

La mascherina, nei vari passaggi e nei tratti più tecnici, non mi si è mai appannata: la visiera ha mantenuto al massima visibilità. L’aria che passa nella mascherina si scarica nelle feritoie sulla parte frontale, senza creare effetti indesiderati sulla lente. La mascherina si è dimostrata stabile anche nelle discese più sconnesse, la parte di elastico che poggia sul casco ha una striscia centrale di materiale che lega bene con la calotta: è quasi impossibile che l’elastico si sposti a causa di agenti esterni.

Un’altra caratteristica importante della mascherina Fuel v.2 è la superficie trasparente poco più grande della media, che permette una maggiore ampiezza del campo visivo. La parte in spugna aderisce bene al volto ed è stata pensata per bloccare a dovere l’eventuale sudore, evitando che arrivi a contato con gli occhi. La sua morbidezza ce si è fatta apprezzare, anche dopo parecchio tempo passato in sella. Il divertimento non è stato messo a rischio.     

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