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Dahon Cadenza, si piega, ma è veloce

28 febbraio 2007
Dahon Cadenza
Dahon Cadenza, si piega, ma è veloce

Telaio






Tutte le biciclette che portano il marchio Dahon nascono per assecondare i principi di mobilità integrata eco-sostenibile che l’azienda californiana promuove ormai da più di 25 anni. Per farlo ha dato vita a una gamma di biciclette ampia e articolata, nella quale ogni tipologia di ciclista, dallo sportivo a quello occasionale, può trovare il mezzo che più gli si addice. Il modello Cadenza, che abbiamo avuto modo di testare in questi giorni, è una City bike veloce e performante, dotata di telaio rigido e ruote da 26” che non lasciano spazio a compromessi.

Il “progetto” Cadenza è stato sviluppato attorno al telaio della Zerog, la prima mountainbike pieghevole, le cui geometrie sono state messe a punto dal pluri-campione statunitense Joe Murray, un mito tra gli appassionanti delle ruote grasse d’oltreoceano. Quanto a robustezza e affidabilità il telaio non ha nulla da dimostrare. Lo avevamo già duramente messo alla prova in occasione del test effettuato con la Zero-g, pubblicato sul fascicolo di febbraio 2006 di Ciclismo. Nonostante la presenza dello snodo centrale, la rigidità complessiva si mantiene su ottimi livelli.

Merito non solo della bontà del sistema di chiusura dello snodo, ma anche delle soluzioni strutturali adottate. Ci riferiamo alla grossa tubazione portante contraddistinta dall’esclusivo design denominato Sonus, che si riconosce per la sezione caratterizzata da una larga base piatta, che serve a contrastare le forze di torsione. Rispetto alla Zero-g cambia, ovviamente, l’allestimento. I componenti scelti per “vestire” Cadenza sono tutti concepiti per l’utilizzo stradale.

Prime su tutte le ruote da 26 pollici equipaggiate con scorrevolissime gomme slick Continental sport contact con sezione da 1.3”, dotate di protezione anti-foratura in Kevlar. Notevoli anche le appendici del manubrio Cane creek ergo control II, che consentono di spingere efficacemente sui pedali durante gli scatti più bruschi.

La trasmissione è caratterizzata dalla presenza di una guarnitura doppia siglata Truvativ, con corone da 53 e 39 denti, che con la cassetta a 8 velocità da origine a una combinazione di 16 rapporti, più che sufficiente per affrontare in totale tranquillità una vasta tipologia di terreni. Il cambio è azionato da comandi di tipo trigger e fa parte della linea Tiagra del colosso giapponese Shimano. Degna di nota  l’attenzione posta nei confronti dell’impianto frenante. I v-brake che equipaggiano le biciclette Dahon sono frutto di una attenta ricerca interna e sono studiati per far fronte alle specifiche esigenze delle bici pieghevoli. Inoltre, montano pattini con mescola ceramica per essere performanti e silenziosi con qualsiasi condizione atmosferica.

Smontaggio


Pur essendo una pieghevole, la Cadenza si guida come una “vera” bici. Tutto merito delle ruote da 26” che la rendono un mezzo veloce e scattante, con una stabilità e una precisione di sterzo davvero eccezionali. Come contropartita, però, in posizione chiusa gli ingombri non sono proprio contenuti (38x69x91 cm), soprattutto se paragonati a quelli delle pieghevoli di stampo classico. Ciò nonostante la Cadenza trova comunque posto nel bagagliaio dell’auto, persino in quello delle utilitarie, e può essere trasportata a mano quando si viaggia sui mezzi pubblici. In tal caso la borsa morbida, che fa parte della linea di accessori firmati Dahon, può essere molto utile per scaricare il peso della bici su una spalla e non affaticare inutilmente le braccia. Una volta terminata la trasferta la borsa si piega su se stessa e si trasforma in un comodo zainetto.

Ripiegare la bici su se stessa è un’operazione che richiede una manciata di secondi. Il telaio presenta un unico snodo, che si apre con estrema facilità grazie a uno speciale giunto con piastre di contatto forgiate a freddo. Per evitare che si possa aprire accidentalmente durante la marcia, la leva dello snodo è dotata di un dispositivo supplementare di sicurezza che la tiene in posizione chiusa. Se necessario l’ingombro della bicicletta può essere ulteriormente ridotto togliendo l’attacco manubrio dal cannotto di sterzo. In tal caso, però, occorre avere sotto mano una chiave esagonale di tipo alloy per svitare le due viti di fermo.

Anche in questa circostanza l’operazione è facile e immediata. Con lo speciale attacco manubrio brevettato Nvo non occorre preoccuparsi dei settaggi. Una scala graduata permette di ritrovare “al volo” la posizione in altezza dell’attacco, mentre la centratura del manubrio rispetto alla ruota è affidata a un univoco sistema d’incastro tra attacco e cannotto.

Prova


Nella prova sul campo la Cadenza si è dimostrata una bicicletta veloce e scattante, capace di destreggiarsi a meraviglia nel traffico cittadino. Buono anche il livello di comfort, merito di una posizione in sella mai esasperata. Con un mezzo del genere si possono affrontare con relativa facilità anche i tragitti più lunghi, oppure dedicarsi a lunghe scampagnate “fuori porta”. Oltre a facilitare le operazioni di trasporto, la possibilità di piegare la bici su se stessa, magari mettendola all’interno della sacca dedicata, permette di portarla in ufficio oppure in casa. Un’ottima soluzione per tenerla al riparo dai malintenzionati.

Scheda tecnica

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