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Elettriche: novità, debutti e curiosità

24 settembre 2015
di Stefano Panzeri
Non perdetevi la rassegna dei modelli più significativi di biciclette a pedalata assistita visti a CosmoBike Show di Verona
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    Elettriche: novità, debutti e curiosità

    Sono stati oltre 50.000 visitatori che hanno affollato la nuova Fiera di Verona, nei quattro giorni di CosmoBike Show. Ad attrarli le proposte di oltre 500 aziende, molte delle quali hanno esposto biciclette a pedalata assistita, sempre più protagoniste nei saloni a due ruote. Tantissime le novità, impossibili da riassumere in poche righe anche per la varietà delle proposte. Agli stand si sono viste low cost dignitose e raffinati modelli per pochi, comode cittadine per avventure urbane e trekking bike pronte per il viaggio, sportive per correre veloci ed mtb e fat capaci di superare qualsiasi ostacolo.

    Una molteplicità offerta da grandi gruppi internazionali, ma pure da artigiani che costruiscono i telai come una volta. Variegata pure la proposta motoristica dove accanto a Bosch emergono sempre più contendenti desiderose di conquistare quote di mercato di rilievo. Nel complesso si è notato un miglioramento qualitativo generale e una maggiore integrazione del kit nel telaio, nonché una ricerca di design più personali e attrattivi. Un evoluzione percepibile nella nostra rassegna dei modelli italiani più significativi visti a Verona.

     

    I debutti di Basso e De Rosa

    Iniziamo con due debutti significativi nel settore delle e-bike, quelli di Basso e di De Rosa. Gli eredi di Alcide hanno esposto la Vega, prototipo con telaio in alluminio con parti in carbonio, come il copri batterie sul tubo obliquo e la forcella. Un modello che potrebbe anticipare una futura e-bike di serie ancora più evoluta, cioè realizzata completamente in carbonio.

     

     

    Possibile anche la sostituzione del motore, un Shimano Steps, con un'unità più performante, mentre dovrebbero essere confermati i cerchi da 27,5” e il cambio Deore XT a 10 velocità. Il costruttore lombardo ha scelto il marchio Milanino voluto dal giovane Nicholas De Rosa per l'esordio tra le bici a pedalata assistita.

    Due le proposte: la bici da corsa E-Road con cerchi da 28” e cambio Shimano Tiagra a 9 marce e l'offroad E-Mtb con ruote da 27,5”, forcella Rock Shox e cambio XT a 10 rapporti. In comune sono il telaio in alluminio, i freni a disco idraulici e il sistema elettrico a motore centrale di Shimano con autonomia fino a 125 km.

     

    Artigiani con il “cuore” nel mozzo

    All'esordio a Verona c'erano anche degli artigiani che combinano tratti tipici del successo dell'industria del ciclo nazionale: stile, artigianalità e innovazione. Quest'ultima è comune alle tre e-bike considerate e porta il nome di Zehus, il kit che ingloba tutti le componenti elettriche nel mozzo della ruota posteriore garantendo circa 30 km di autonomia nella modalità “pedelec” e qualche centinaia in quella Bike+ con recupero di energia in decelerazione e assistenza soltanto in partenza e salita.

    Per l'estetica la Vrum, già sul mercato con esemplari da 20”, punta sulle forme classiche della Grande, ciclo da 28” con telaio “otto tubi” in acciaio prodotta in collaborazione con Orco Cicli di Milano.

     

    Dalla trazione arrivano pure le forme della Mopbike H, seppure con l'adozione di alcuni elementi moderni, coma la trasmissione a cinghia e forcella e reggisella in carbonio che limitano il peso a 11,9 kg. Come la Grande, è personalizzabile nei dettagli, come colore, manubrio e freni. Più a effetto il design della Andrea Colussi Taddeo (Carlotta la variante con telaio da donna), modello smontabile realizzato con elementi centrali in alluminio e integrabile con dettagli di pregio, come il kit porta giornali/ombrello in pelle o il parafango in rovere derivato dal recupero delle botti barrique.

    Al terzetto Zehus aggiungiamo il modello della Prestigio Design realizzato in carbonio ed equipaggiato con il rinnovato kit Free Duck della Ducati Energia. Un dispositivo concentrato nell'involucro del mozzo posteriore dove si trovano pure le batterie da 420 Wh che consentono autonomie di 60 km

     

    Cittadine per tutte le tasche

    Nelle proposte cittadine a stupire è l'arrivo di modelli a basso costo con una qualità costruttiva dignitosa. È il caso della Mi.Gi Very, city dalla forme classiche con freni V-brake e cambio a 6 rapporti offerta da 650 euro con batterie Samsung da 360 Wh e motore anteriore. Poco più care (circa 1.000 euro) sono la Liberty con accumulatori integrati nel telaio che assistono per 70 km e la Future eBike, single speed con telaio prodotto a Taiwan, ma assemblata in Italia con un motore posteriore e batterie da 188 Wh che ne limitano l'autonomia.

    Investendo poche centinaia di euro in più si trovano diversi modelli appetibili come l'Armony Torino con ruote balloon color crema da 26”, cerchi a doppia camera, forcella ammortizzata, luci a Led e motore centrale Bafang con batterie da 400 Wh integrate nel telaio.

    A trazione centrale sono pure le nuove proposte urbane di Brinke, Benelli e Cicli Elios. La prima ha esposto due city leggere (21 kg) con cerchi da 28” e cambio a 9 velocità, l'Elysée con telaio da donna e la Metropolitan con “triangolo” da uomo. La casa di Pesaro punta sulla coppia Adorea e Clelia, modelli pensati per il comfort e caratterizzati da forme classiche, una buona dotazione di serie e percorrenze elettriche di 60-75 km.

    Tra le diverse news di Cicli Elios la più seducente è l'Assist con unità Shimano, forcella ammortizzata e freni a disco a circuito idraulico.

     

     

    Altra cittadina attrattiva è la XP D9.1 con motore anteriore, con potenza modulabile da 8 modalità di assistenza e da 3 programmi, e batterie da 374 Wh sufficienti per 50 km di pedalate elettriche. Disponibile nella varianti uomo e donna, ha cambio a 9 velocità, ammortizzatore anteriore e doppio portapacchi con quello anteriore fisso per avere il corretto bilanciamento anche quando appoggiata sul cavalletto. Diverse le pieghevoli viste a Verona, tra le quali vi citiamo le economiche Montana N'odo (1.150 euro) con motore Ansmann anteriore e la Sch E-Star che la napoletana Schiano propone a 1.000 euro.

     

    Le trekking per andare lontano

    La voglia di viaggiare si è vista in diversi modelli, come la Benelli Navigator con proposta nelle versioni “300” e “500”, entrambe dotate del sistema Steps, forcella ammortizzata, freni a disco, manubrio multiposizione e di robusti portapacchi predisposti per ospitare borse da viaggio davanti e dietro.

     

     

    A distinguerle il disegno del telaio e le batterie con diversa capacità che permettono autonomie di 75 e 120 km. Per leggere la nostra prova dedicata alla Benelli Achle 29” clicca qui.

    Stesso motore abbinato agli accumulatori di maggiore capienza sono adottati per la Brinke Rushmore e la Cicli Adriatica E1. La prima si distingue per il peso contenuto (21 kg) e per l'adozione del cambio elettronico sequenziale Alfine Di2 che gestisce in automatico le cambiate in base alla cadenza e alla velocità delle bici.

    La seconda per la dotazione completa comprendente, tra l'altro, freni a disco idraulici, forcella SR Suntur e luci a Led. Di interesse sono pure i modelli che propongono la doppia batteria per prolungare l'autonomia. A farlo sono Climb System, Axevo e Frisbee.

    L'azienda valtellinese ha creato l'Adda Bi-Powered aggiungendo al sistema Sunstar con batterie sul tubo obliquo un secondo accumulatore nel portapacchi posteriore per allungare la percorrenza fino a 150 km. Soluzione simile è stata presentata da Axevo su una fat dotata di “estensore di autonomia” che, di fatto, è una batteria supplementare da applicare quando si prevedono lunghe pedalate.

    Sono addirittura tre gli accumulatori presenti su una Frisbee Mtb preparata per un viaggio in Asia. Al dispositivo di serie montato sotto il tubo centrale, infatti, si aggiungono i due elementi fissati nei foderi laterali che portano la capacità complessiva a 1.080 Wh.

     

     

     

    Le Mtb per l'off-road

    Tantissime le novità per chi vuole fare fuoristrada. La news principale è rappresentata dal debutto di Carraro, terzo marchio del Gruppo Atala con modelli elettrici, presente a Verona con quattro modelli, delle quali tre Mtb (l'altra è la trekking Urbanspeed con motore Bosch da 350 W e velocità di 45 km/h): la “front” Y-Max e le “full” Y-Vor e Y-Vor S, tutte con unità Yamaha abbinata a batterie da 400 Wh pensate per autonomie di 140 km.

    Una citazione speciale la merita la Neox Crosser, muontainbike “front” proposta nella variante Pro Limited Edition per festeggiare l'Eurobike Award vinto grazie al kit proprietario con cambio elettronico sequenziale integrato nel motore centrale. La versione a tiratura limitata in 50 esemplari che si distingue per la componentistica di pregio, come la forcella Fork FNX 100, i cerchi Wheels NX 595 da 27,5”x2,0 con pneumatici Vittoria Saguaro e  i freni Tektro TRP Quadiem a quattro pistoncini e dischi da 203 mm. Per leggere la nostra prova clicca qui.

     

     

     

    La nuova serie XF di Fantic

    Altre “front” ammirate sono quelle della nuova serie XF di Fantic con motori Brose centrali e impostazione ciclistica inedita con misure dei cerchi diverse per l'anteriore e il posteriore.

     

     

    La XF4 con forcella SR Suntur e cambio Sram a 10 velocità, per esempio, monta un 29”x2,25 davanti e un 27,5”x2,4 dietro. Per approfondire e saperne di più sulla presentazione di Milano clicca qui.

    Di interesse sono pure la Lombardo e-Sestriere con ruote da 27,5+ e la Olympia Performer con cerchi da 27,5 o 29”, tutte con Bosch Performance e batterie da 400 Wh.

     

     

    Si affidano al motore centrale Bafang Max Drive la Bottecchia per la BE30 con cerchi da 27,5” e forcella da 100 mm e la World Dimension per la nuova e.Adventure. Un modello, quest'ultimo, proposto pure nella versione con motore posteriore e con freni a disco con impianto meccanico o idraulico, opzioni che consentono di acquistare il modello in tre differenti configurazioni con prezzi compresi tra 1.520 e 2.199 euro.

     

    La Aceste di Benelli

    Tra i modelli con doppia sospensione citiamo la Aceste di Benelli mossa dal motore centrale della Bafang con 6 livelli di assistenza e alimentato da batterie da 396 Wh pensate per pedalate fino a 100 km.

     

     

    La dotazione comprende cerchi da 27,5”, sospensioni da 100 mm, freni a disco idraulici e cambio Shimano Deore a 10 velocità. A riscuotere consensi è pure un modello della Montana con marchio VKT, la Hit 27,5”. Si tratta di un'e-bike con telaio in carbonio e motore posteriore Ansmann RM 7.0 con batterie da 576 Wh proposta con cambio dotato di doppia corona anteriore e 10 o 11 rapporti posteriori. Ricordiamo che oltre agli esemplari citati sono molte le gli aggiornamenti di gamma con i nuovi kit, in particolare il Bosch Performance CX istallato, ad esempio, sulle Mtb di Atala, Whistle e sulla nuova Axevo E-FX 27,5+ (in commercio pure con cerchi da 29”) con batterie da 400 o 500 Wh.

     

    Fat sempre più esagerate

    Tra le fat la più esagerata è l'Armony Campione Sport, evoluzione del modello attuale equipaggiato da un motore Bafang da 500 W che consente velocità di 45 km/h e tanto divertimento, ma solo nelle aree private perché interdetta dalle strade.

    La più ammirata tra le “grasse” normali è la Scrambler Ducati di Italiwin, omaggio all'omonima moto degli anni Sessanta di Bologna con la quale condivide la trazione posteriore.

     

    Spinge da dietro pure la XP I-Fat che vanta 6 modalità di assistenza, cambio a 9 velocità e batterie da 374 Wh per autonomie di 40 km. “Grasse” attrattive sono pure la Lombardo e-Ivrea con kit centrale Performance CX e batterie da 400 Wh che promettono 150 km di percorrenza e la Whistle Bison, sempre motorizzata Bosch. Appariscente è anche la Meg Jumbo, che ha autonomia di 70 km e inedito display Lcd per la selezione dei 9 livelli di assistenza del motore Bafang centrale montato sopra il mozzo dei pedali per scongiurare possibili urti nell'off-road.

    Chiudiamo con la Cicli Elios Fat 4.0, modello esposto a Verona con sistema Shimano e cambio Acera a 8 marce, ma non ancora approvato per la definitiva produzione di serie.

     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA
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