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La Carta di Bologna

13 April 2015
Gli Stati Generali della mobilità nuova che si sono tenuti a Bologna nel weekend appena concluso hanno rilanciato l’impegno per diminuire l’impatto delle auto mettendo al centro del programma anche opere a tutela dei ciclisti
La Carta di Bologna

La carta di bologna

Riportiamo la notizia uscita su Repubblica.it, nell’edizione locale di Bologna, la città che ha ospitato nel weekend appena concluso gli Stati Generali della mobilità nuova (clicca qui per leggere il nostro articolo di presentazione).

 

Un piano nazionale del Governo per la mobilità urbana, che metta al centro un programma di opere diffuse per pedoni, ciclisti e trasporto pubblico; l'impegno a riprendere l'iter d'approvazione della riforma del Codice della Strada; la nascita dell'Associazione per la mobilità nuova che unisca le energie della Rete mobilità nuova e Comuni. Sono i risultati con cui si sono chiusi gli Stati Generali della Mobilità Nuova, a Bologna.

Le priorità segnalate dai cinque tavoli di lavoro (città, spazio pubblico, sicurezza, infanzia e turismo) confluiranno presto nella "Carta di Bologna", un documento programmatico per reindirizzare le politiche nazionali, regionali e locali in materia, che sarà presentato al ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Graziano Delrio.

Gli obiettivi enunciati sono ambiziosi: fissare a livello nazionale target di mobilità che obblighino i Comuni a portare sotto il 50% la quota di spostamenti individuali in auto nel proprio territorio; cambiare il Codice della strada introducendo il limite dei 30 km orari nei centri urbani; vincolare alla realizzazione di opere per il trasporto pubblico locale, pendolare e non motorizzato almeno il 50% della spesa nazionale e regionale destinata alle infrastrutture per la mobilità; prevedere incentivi di natura fiscale per le aziende che promuovono l'utilizzo dei mezzi pubblici o della bicicletta per gli spostamenti casa-lavoro; adottare il sistema Isa (Intelligent speed adaption) come standard di sicurezza per il controllo e la limitazione della velocità delle automobili.

I Comuni di Bologna, Milano e Torino e Rete Mobilità Nuova hanno infine deciso di dare vita alla Associazione per la mobilità nuova, un soggetto unitario che punta a consolidare l'alleanza tra Comuni virtuosi e Associazioni, dando continuità e sviluppo all'azione della Rete.

 

Nella foto. il ministro delle Infrastrutture Delrio (Ansa)

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