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Bottecchia Zoncolan 29”

31 luglio 2014
Ha tutto la Bottecchia Zoncolan 29” per diventare l’oggetto dei desideri dei biker: estetica aggressiva, prestazioni da racing bike, telaio in carbonio di qualità con geometria azzeccata, il tutto con un prezzo interessante. A catalogo sei allestimenti
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  • 1/9 Il robusto tubo di sterzo con diametri 1 1/8” sopra e 1 1/4” sotto

    Bottecchia zoncolan 29”

    Il design, ma anche la struttura in monoscocca di fibra di carbonio, è forse l’elemento di maggior richiamo della Bottecchia Zoncolan 29”. Il tessuto del materiale in composito è unidirezionale ad alto modulo. Ciò che si nota subito, alla prima occhiata, sono le tubazioni snelle. Un lavoro, quello dei progettisti, mirato a contenere il peso conservando, tuttavia, la necessaria rigidità per un bilancio positivo nel rapporto peso e prestazioni, il valore di riferimento dei telai di altissima gamma, anche da off-road. Su tutto spicca il grande obliquo, dalla forma mutevole nella zona dello sterzo, ma fondamentalmente ben armonizzata, raccordato con le altre tubazioni che non si discordano dalla linea dell’obliquo. Per quanto spetta all’orizzontale ha una forma affusolata mirata a incrementare la rigidità dello sterzo. Nella porzione anteriore si nota il robusto tubo di sterzo che coniuga alla perfezione i cuscinetti differenziati con diametro 11/8” quello superiore, di 1 ¼” quello inferiore. Altri elementi, atti a incrementare la rigidità, sono la zona del tubo sella ad ampia sezione e la scatola del movimento centrale che ospita lo standard Bb30 da 68 millimetri. Tecnicamente valida è la lavorazione del carro posteriore con foderi orizzontali e verticali assai “muscolosi”, capaci di contenere le flessioni generate dalla pedalata e infondere stabilità alla bicicletta. Due particolari degni di menzione sono la collocazione sul fodero sinistro del carro posteriore  dell’attacco del freno a disco e, per il blocco della ruota posteriore, l’adozione del perno passante da 12 mm. Un accorgimento, questo, finora appannaggio dei mezzi da Downhill, sui quali si apprezza la maggior rigidità in virtù del carico di lavoro distribuito tra perno passante e telaio. Nel complesso, la Bottecchia Zoncolan si avvale di un design semplice e lineare abbinato a una grafica altrettanto sobria. Equilibrata ed efficace ci è parsa la geometria  caratterizzata da uno sloping notevole, ma non esasperato, con una relativa estensione dell’orizzontale abbinata ad angoli collaudati, 73° sella e 71° sterzo, adatti all’utilizzo di forcelle  con 100 mm di escursione. Buono anche il peso del telaio, 1.230 grammi nella misura M.

     

    La prova

    Abbiamo provato la Zoncolan 29" su uno dei percorsi più classici e tecnici della provincia di Varese, quello del Monte Martica. Un banco di prova ideale per mettere a nudo le doti di un mezzo progettato per le competizioni. Il nostro tracciato prevedeva la salita all’omonimo monte e la successiva discesa verso l’abito di Rasa, “condito” da numerosi single track a tratti più scorrevoli e a tratti assai tecnici mai, comunque, un tratto pianeggiante per tirare il fiato. E il test parte subito in salita, blocchiamo la forcella Reba e ci alziamo sui pedali e la risposta della Zoncolan è quella desiderata: pronta e immediata. Seduti in sella e sempre in salita, volutamente non abbiamo cercato la linea più pulita e le ruote da 29“ sono passate, senza scomporre l’assetto in bici, su ogni ostacolo che si presenta. Una breve e tecnica discesa, scorbutica quanto basta, permette di prendere confidenza con il mezzo che appare preciso con il carro che copia efficacemente il terreno assai sconnesso. Gli pneumatici sono gonfiati a circa 2 bar e la sensazione è quella di un’ottima scorrevolezza, infatti le coperture Thunder Burt di Schwalbe hanno una lieve tassellatura al centro del battistrada, mentre è più marcata ai lati da un disegno che dà grip allo pneumatico in curva. Un bel single track sinuoso, con passaggi stretti, ci permette di apprezzare il guizzo veloce all’uscita delle curve. L’ottima rigidità sull’anteriore e complessivamente del telaio, permettono di impostare rapidamente le traiettorie e i cambi di direzione. Gli ultimi6 chilometri della salita della Martica presentano pendenze tra l’8 e il 12 per centro, con fondo pietroso che la Zoncolan ha superato brillantemente. Abbiamo, infatti, potuto cambiare passo facilmente, aumentando la velocità a piacimento. La successiva discesa dal Martica si sviluppa in mezzo ai boschi seguendo uno dei principali sentieri. In questo contesto la geometria della Zoncolan si è dimostrata docile ai cambi di direzione che avvengono con assoluta naturalezza, senza sforzo. Impostando la traiettoria si è sicuri di non trovarsi a gestire situazioni da panico o non calcolate, si riesce quindi a “mollare i freni” un poco di più di quanto si è soliti fare. Alla fine del primo giro di circa 15 chilometri, non paghi, abbiamo proseguito nel nostro test per altri due giri, cercando una conferma sul comfort di marcia che, a nostro avviso, è più che buono. Pur essendo priva di importanti flessioni, la Bottecchia Zoncolan riesce ad assorbire gran parte delle asperità del terreno. Un vantaggio non da poco, non solo perché schiena e polsi rimangono tutelati, ma soprattutto perché ci si può concentrare sulla guida e sull’andamento della gara.

     

    Scheda tecnica

    Telaio: in fibra di carboniomonoscocca Ud Hm

    Forcella: Rock Shox Reba Rl 100 mm

    Attacco: Ritchey Wcs 4 axis

    Piega: Ritchey Wcs 31,8 flat

    Leve: Shimano D  eore Xt

    Freni: Shimano Deore Xt 160 mm

    Deragliatore: Shimano Deore Xt

    Guarnitura: Shimano Deore XT 38/26

    Reggisella: Ritchey Wcs 31,6 400 mm

    Sella: Selle San Marco Concor

    Cambio: Shimano Deore Xt

    Ruote: Dt Swiss 485 d

    Coperture: Schwalbe 29x2,10 Thunder Burt

    Prezzo: 2.599 euro

    Per info: Bottecchia cicli srl Viale E. Ferrari, 15/17 30014 Cavarzere (Ve) tel. 0426/3111724 fax 0426/311710

    Peso: 11,1 kg Taglia: M

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