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Pieghevoli e compatte

25 giugno 2015
di Stefano Panzeri
Abbiamo selezionato e provato le migliori pieghevoli e compatte esposte a BikeUp
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    Pieghevoli e compatte

    I vicoli del centro storico di Lecco e le strade del lungolago attorno a BikeUp, il festival dell'e-bike svoltosi nella località lacustre dal 19 al 21 giugno, si sono rilevate un ottimo banco di prova per testare le bici a pedalata assistita con animo urbano, le pieghevoli e le compatte. Modelli pensati per muoversi velocemente in città pedalando in agilità sulle strade urbane e sfruttando la facilità di trasporto su autobus, treni e metrò o nel bagagliaio dell'auto per effettuare i percorsi più lunghi. Modalità di spostamento che richiedono un telaio robusto e maneggevole, peso contenuto e una “meccanica” affidabile. Caratteristiche che più abbiamo trovato nei modelli che vi segnaliamo.

     

    Vrum, tra tradizione e innovazione

    Se fossimo costretti a scegliere la piccola regina di BikeUp, la nostra preferenza cadrebbe sui modelli di Vrum, la folding Piega e la compatta Cattiva. A influenzare l'elezione è certo la simpatia per chi ha coraggio di sfidare i grandi produttori con una micro start up che coniuga la tradizione e innovazione made in Italy

     

     

    Alla prima appartiene il telaio in acciaio costruito come una volta con montaggio e saldature a mano e impreziosito da freni caliper e finiture di pregio, come il sellino in cuoio Brooks, la guarnitura Sturmey Archer o la placca dorata del marchio. Alla seconda il kit elettrico installato, il Bike+ di Zehus, spin off del Politecnico di Milano che sta seducendo molti produttori con il suo sistema “all in one”. Una soluzione che concentra nell'involucro del mozzo posteriore batterie da 160 Wh, motore da 250 W e le altre componenti del sistema elettrico. Un'unità attivabile con due retropedalate e gestita tramite l'app per smartphone che permette di scegliere la modalità di assistenza preferita tra Pedelec, Range Extender e Bike+.

    Con la prima l'e-bike milanese opera con una normale bici a pedalata assistita assicurando circa 30 km di autonomia, che diventano oltre 50 con l'opzione “Range” che incrementa il recupero di energia in decelerazione e nella retropedalata, utile pure come “freno motore”. Funzioni esasperate con la modalità Bike+ che interviene anche sull'erogazione dell'energia fornendola soltanto quando necessario, ossia in partenza e nelle salite. L'esito è che l'autonomia cresce virtualmente all'infinito, più realmente ad almeno un centinaio di chilometri. Tra i plus del sistema ci sono la semplicità d'uso (non esistono display e comandi) e la leggerezza di appena 3 kg che porta il “totale” della Cattiva a 13 kg e della Piega a 14 kg causa lo snodo nel monotubo centrale e partapacchi e parafanghi di serie.

    Il manubrio è tradizionale sulla pieghevole e a “corna di toro” con leve freno rovesciate sulla compatta, ma sono intercambiabili. Con le manopole “bovine”, di certo, le qualità del telaio sono più evidenti ed è facile apprezzare la grande agilità di guida e l'ottima distribuzione dei pesi. Il prezzo, 2.840 euro per entrambe, è alto, ma vale l'oggetto dell'acquisto e il lavoro artigianale di assemblaggio. 

     

     

    Flyer e Klaxon, divertimento in formato mini

    A spartirsi con le Vrum il maggiore divertimento di guida sono le compatte con cerchi da 20” di Klaxon e Flyer. Il modello del Gruppo vicentino Athena porta il nome di Handy Zehus, chiaro riferimento al “motore” Bike+ del Politecnico descritto per le Vrum. Come le milanesi, ha rapporto al cambio unico e telaio in acciaio, qui firmato Columbus e saldato a Tig, con peso di 13,5 kg. A cambiare sono le geometrie, il manubrio tipo mtbe gli pneumatici più larghi e tassellati che promettono manovre più acrobatiche. I freni sono i V-brake del gruppo Deore di Shimano, la trasmissione a cinghia in carbonio è abbinata a una guarnitura di grandi dimensioni per trasferimenti veloci. Il prezzo è di 2.450 euro.

     

     

    La piccola svizzera Flogo è una collezionista di premi, tra i quali l'Eurobike Award, grazie alle doti di maneggevolezza, leggerezza e robustezza. Proposta in tre versioni con prezzi da 3.299 euro, l'abbiamo provata nella variante top 7.60 SE (3.849 euro) con cambio al mozzo Alfine a 11 velocità e freni a disco idraulici.

    Un test concluso con il sorriso di chi si è divertito a “correre” tra i vicoli di Lecco saltando su e giù dai marciapiedi liberi da pedoni. A suo favore il bilanciamento dei pesi e l'autonomia degna di modelli da trekking conferita dal sistema Panasonic con motore centrale e accumulatori da 540 Wh fissati dietro il tubo sella. Per contro, lo sforzo per riporla nel bagagliaio dell'auto o su un mezzo pubblico è superiore alle rivali. 

     

    Gocycle, tecnologia avveniristica

    Fascino indiscusso riscuote la Gocycle G2, pieghevole inglese sviluppata con tecnologie automobilistiche, mondo dal quale arriva il designer che ne ha creato le forme, l'ex progettista McLaren Richard Thorpe. Vincitrice del Red Dot Award Design 2015, ha telaio, forcella ammortizzata e cerchi in magnesio che le conferiscono elevata rigidità e peso limitato a 15,6 kg. Altre attrattive sono la sospensione posteriore con escursione da 25 mm, la catena carenata, i freni a disco idraulici, il cambio a tre velocità nel mozzo azionabile con comando elettronico e il display a Led integrato nel manubrio. Il look hi-tech è giustificato pure dalla possibilità di personalizzare alcuni parametri dell'e-bike tramite l'app per smartphone e dai cerchi intercambiabili smontabili in pochi secondi grazie al supporto monotubo. Un'asimmetria che, insieme al motore anteriore laterale, sposta il baricentro a destra rendendo necessario controbilanciare con il peso del corpo. Un limite che, almeno in una breve prova come la nostra, riduce un poco il piacere della pedalata. In vendita a 3.500 euro, ha batterie da 236 Wh integrate nel telaio con “corrente” sufficiente per assistenza fino a 60 km e può essere personalizzata con diversi accessori. 

     

    E-Tech e Quipplan, low cost di interesse

    Tra le pieghevoli meritano una citazione due modelli low cost che non sfigurano, la spagnola Quipplan q20 e l'italiana E-Tech Nexus 1. La folding iberica è disponibile in cinque varianti con prezzi compresi tra 1.195 e 1.595 euro in base agli accessori e alle componenti adottate che ne fanno variare il peso da 16 a 18,5 kg. Ad accomunarle il telaio dalle linee sobrie con batterie Panasonic integrate da 312 Wh e motore anteriore, mentre il cambio nel mozzo può essere lo Sram Automatix a 2 marce o i Shimano Nexus a 8 velocità; e Alfine a 11 rapporti. Sulle versioni più care è prevista la trasmissione a cinghia e, per la F08 City, l'impianto luci. Semplice nella costruzione, offre comfort, praticità e una buona maneggevolezza.

     

     

    La Nexus 1 della vicentina E-Tech ha dalla sua l'originale telaio in alluminio che si ripiega in pochi secondi abbinato a una ruota anteriore da 12” e una posteriore da 14”. Il peso piuma (12,5 kg) e gli ingombri ridotti la rendono ideale per caricarla su autobus e metro prima di aprirla è percorrere i 20-40 km consentiti dalle batterie da 208 Wh. Costa poco (1.280 euro), ha cambio a 6 velocità e display a Led con comandi grandi, ma offre minore divertimento e una spinta del motore anteriore che può risultare fastidiosa nelle ripartenze. Un altro limite condiviso con altri costruttori che importano i modelli dall'oriente per personalizzarli con il proprio marchio in Italia è pure la presenza di un “clone” sul mercato, la Easy Restart Bag

     

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