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Bianchi Methanol Fs29

20 novembre 2013
Redazione Ciclismo
Mezzo convincente per le competizioni di Xc e Marathon, ma anche per gli escursionisti che si cimentano in lunghi tour
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    Bianchi methanol fs29

    A un anno esatto dalla presentazione, la Methanol Fs 29 viene riproposta anche nella gamma 2014. Nonostante il boom delle ruote di 27,5" (la stessa Bianchi ha presentato due nuove hardtail con questo standard) la full con le "ruotone", la prima in casa di casa Bianchi, è stata riconfermata, con alcune piccole modifiche. Abbiamo provato la versione intermedia, quella montata Fox invece che Magura che si può trovare, invece, sul modello team replica.

     

     

    Il telaio

     

    Le differenze sono minime. La prima è l'aggiornamento del perno posteriore: il perno passante Shimano 12x142 con la levetta Qr, mentre prima utilizzava lo standard Syntace X12 senza sgancio rapido. Una differenza più sostanziale, invece, nel comportamento della bici è rappresentata dall'aggiornamento delle sospensioni. L'anno scorso avevamo testato il modello "team replica" che montava, e monta tutt'ora, Magura, quest'anno la Fs 29.2 che adotta le nuove sospensioni Fox. La differenza si avverte e influenza non poco il comportamento della Methanol Fs 29. La tecnologia Fox Float ctd, con tre gradi di frenatura idraulica in compressione, offre di fatto una sorta di "piattaforma stabile" gestibile attraverso i comandi remoti, mentre la tecnologia Magura prevedeva dei lock out praticamente totali, con la sola possibilità di "aprire o chiudere" le sospensioni.

     Per il resto la sospensione rimane identica all'anno scorso, ovvero si caratterizza per un sistema a 4 snodi con giunto Horst sui foderi bassi. Ben proporzionato e curato è il dimensionamento degli snodi, in virtù di ottime doti di scorrevolezza del carro e, soprattutto, di rigidità, mentre i forcellini sono in carbonio e l'attacco freno è del tipo Post mount con disco standard di 160 mm. Per quello che riguarda il triangolo anteriore si rifà a quello collaudato dell'hardtail, con un design compatto è caratterizzato anche dalla tecnologia E.r.c. che consta, sostanzialmente in una nervatura di rinforzo integrata che corre lungo le principali sezioni laterali: secondo i tecnici Bianchi fornisce un notevole incremento di rigidità torsionale. La tecnica costruttiva prevede la tecnologia Twt (Triple wall tube) che ha una "parete" di rinforzo e irrigidimento all'interno dei tubi principali. La struttura, in ogni caso, si avvale  tre differenti fibre di carbonio unidirezionale,Toray 40T,-30 T e 700T mixata in modo alternato per ottenere ottimi risultati di resistenza e rigidità. Il target di peso, infatti, si attesta per il telaio con ammortizzatore e hardware e di 1.980 grammi dichiarati. Tra gli altri elementi, spiccano la serie sterzo conica oversize e il movimento con standard Press Fit, mentre il tubo obliquo è preservato da urti accidentali e "sassi volanti" dalla protezione T net che è in pratica una rete in titanio posta nella parte bassa del tubo stesso. La Fs è nata dall'esperienza della Methanol hardtail, ma ha una geometria differente: nello specifico l'orizzontale e di circa due centimetri più corto, compensato in parte dalla maggiore lunghezza del carro e da un angolo forcella leggermente sdraiato ( 71° contro 71,5°).

     

     

    Componentistica e gamma

     

    Il catalogo Bianchi prevede tre allestimenti di serie oltre alla possibilità di acquistare il frame kit. Gli allestimenti sono tutti di gamma alta, con una forte predisposizione per l'uso agonistico. Almeno per i primi due. Al top della gamma si trova la Fs 29. 1 con Sram Xx e la forcella MaguraTs 8 R di 100 mm, con sistema aria e idraulica Dlo II con Dynamic lock out system e controllo remoto sul manubrio. E' il mezzo  più esclusivo e con maggiori velleità agonistiche e un target di peso di poco sotto gli 11 kg. Quest'anno è stato allestito con le bellissime ruote Crank Brothers Cobalt 3 e ha un prezzo di listino che sfiora i 7.000 euro!

     Poco più sotto troviamo la Fs 2 protagonista della nostra prova. Ha gruppo con trasmissione 2x10 Shimano Xtr/Xt con guarnitura in carbonio Fsa Sl-k light 38/24, forcella Fox 32 Float Evolution Ctd, Fox Ctd con comandi remoti, impianto frenante Formula RX, componentistica varia Fsa Sl-k e ruote Crank Brother Cobalt 2. Il prezzo di listino è di 5.490 euro, con sovrapprezzo, si possono montare su tutta la gamma anche altre ruote, come le più leggere Cobalt 3 o le leggerissime Dt Spline one xr. Il modello base, la 29.3, sempre con lo stesso identico telaio, ha forcella Magura Ts6 R 29" 100 mm e ammortizzatore Ts rl, gruppo Sram X9/7 e ruote Sunringle Black flag comp 29", è disponibile a 3.990 euro.

     

     

    La prova

     

    Il progetto nasce per l’utilizzo prevalentemente agonistico. Tanto che in alcune rare occasioni anche Kerschbaumer e gli altri atleti del team l'hanno utilizzata. Prediligendo in ogni caso la versione hardtail, quella con cui il biker altoatesino ha appena vinto il Mondiale Under 23. La geometria, compatta e reattiva, il tipo di sospensioni e il peso relativamente contenuto, la rendono adatta sia per Cross country sia per Marathon. Per la verità, in questa configurazione "media" (ma solo rispetto al modello al top), il peso si attesta su 11,5 kg (pedali inclusi). Un valore competitivo, ma non stratosferico. In ogni caso, la Methanol Fs, nonostante le ruote di 29", è una mtb compatta e molto reattiva, capace di grande velocità nei settori pedalabili ed equilibrata nei tratti più guidati. Rispetto alla versione "team replica", le sospensioni ci sono parse più fluide e generose e per certi aspetti più versatili. La tecnologia Ctd di Fox consente di graduare in tre differenti modalità la frenatura in compressione. Si passa così dal lock out di forcella e ammortizzatore (entrambi con controllo remoto rinviato sul manubrio) necessario per gli scatti più brutali e le salite dal fondo liscio, fino a due differenti regolazioni con la sospensione "aperta", quella per la discesa e quella per il cosiddetto Trail. Per la verità la differenza tra una impostazione e l'altra non è eclatante e si avverte soprattutto per la sospensione posteriore.

     

    Abbiamo verificato che con un Sag di poco inferiore al 20% le sospensioni garantiscono un funzionamento efficace per tutta l'escursione di 100 mm. Il carro, però, è comunque molto sensibile sia alle lievi asperità sia al movimento del biker e alle forze indotte con la pedalata, soprattutto quando l'ammortizzatore è tutto aperto (modalità descend). Chiuderlo in modalità Trail, quindi, più che altro serve a "fermare" un po' la sospensione durante la pedalata, così che se ne possono utilizzare gli effetti benefici di grip e di confort anche nelle salite tecniche e dal fondo più smosso. Su quelle più veloci e scorrevoli, invece, è consigliabile bloccare tutto, che perché la maggiore "elasticità" dei tubleless da 29" è più che sufficiente per garantire comfort e "galleggiabilità sui terreni poco smossi. Per la verità le "gommine" poco artigliate (per usare un eufemismo), ci avevano lasciato qualche perplessità, ma alla fine sui fondi  ben asciutti dobbiamo ammettere che si sono rivelate ottime per grip, tenuta e capacità di smorzare urti e vibrazioni. In ogni caso, la possibilità di poter gestire direttamente dal manubrio, e separatamente, sia la forcella sia la sospensione è, a nostro avviso, una bella prerogativa di questa Bianchi. Chi fa agonismo trae vantaggio dal lavoro delle sospensioni ma a volte, e quando lo si decide, ama anche poter scattare rabbioso con una bici rigida. Possibilità che questa Methanol offre, in modo anche piuttosto preciso e selettivo grazie ai due controlli remoti a portata di pollice.

     Allo stesso tempo, permette di sfruttare al meglio anche tutti i 100 mm di escursione anteriore e posteriore che, abbinati alle ruote da 29", non sono certo pochi e consentono una guida in discesa e anche su terreni particolarmente tecnici o scivolosi, piuttosto aggressiva e redditizia. La Methanol 29 Fs, in ogni caso, non è una bici facilissima e magari un po' paciosa. Geometria e assetto sono compatti in nome di una maneggevolezza notevole per una 29", che richiede però un po' più di attenzione nei tratti veloci dove le doti di grande stabilità tipiche delle 29" sono state un po' "sacrificate" in virtù di una maggiore reattività. Comunque sempre molto gradita da chi pratica cross country.

     

    © RIPRODUZIONE RISERVATA