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La migliore stabilità in sella

6 maggio 2017
di Andrea Vivian
Per pedalare sicuri, divertirci e raggiungere l’obiettivo. Vi parliamo delle doti dei grandi discesisti e di quanto può servire giocare a calcio in bicicletta…
La migliore stabilità in sella

La migliore stabilità in sella

Vi parliamo di equilibrio in bicicletta: la stabilità ci permette di pedalare sicuri, ma anche di divertirci e raggiungere l’obiettivo (clicca qui per leggere la prima parte dell’articolo).

Riprendiamo il discorso parlandovi dell’appoggio plantare: il punto di unione tra gli squilibri e le pedivelle, ma allo stesso tempo è anche in grado di ripartire in maniera relativamente uguale e simmetrica le pressioni sulle due gambe, qualunque sia lo squilibrio presente. La funzione principale del piede nel mantenimento dell’equilibrio, è quella di controllare la situazione dal punto di applicazione della forza di pressione corporea nel suo supporto.

 

Appoggio ischiatico e palmare: i punti di contatto tra gli squilibri e la sella e tra gli squilibri e il manubrio; propriocettori muscolari e tendinei: rilevano le variazioni di lunghezza o di tensione dei muscoli; cute: i recettori cutanei sono presenti soprattutto sul palmo e sulle dita della mano e sulla pianta dei piedi;

Recettori vestibolari (canali semicircolari, membrane otolitiche, endolinfa): presenti nell’orecchio interno rilevano l’inclinazione del corpo sulla base del movimento del capo. 

Canale visivo (occhi): attraverso le immagini che giungono dall’ambiente esterno trasmettono al cervello le informazione per elaborare e decifrare la situazione registrata.

I meccanismi sopra menzionati vengono chiamati in causa costantemente e senza soluzione di continuità per riportare di continuo il baricentro del corpo sulla verticale che permette una postura equilibrata rispetto alle continue variazioni che si registrano nei confronti dell’ambiente  esterno.

Le afferenze visive e vestibolari sono significative nel mantenimento dell’equilibrio solo se il sistema nervoso dispone delle informazioni necessarie riguardanti la posizione della testa in rapporto al tronco e del tronco in rapporto ai piedi.

 

Analizzatori (centri superiori)

Questi centri hanno il compito di combinare i processi cognitivi e strategici rielaborando tutti i dati forniti da esperienze precedenti. Sono centri che hanno sede perlopiù sottocorticale (cervelletto).

Come si è visto, a ogni alterazione, il sistema posturale risponde confrontando le diverse informazioni. Tutte le informazioni che giungono in una frazione di secondo al cervello e al cervelletto del corridore vengono continuamente e in brevissimo tempo lette e analizzate. In altrettanto breve tempo vengono elaborate le risposte e coordinate (e realizzate) le azioni necessarie a consentire il ritorno di una situazione di stabilità.

 

Effettori

Il più importante meccanismo che consente un’immediata azione efferente (azione di risposta agli stimoli pervenuti ed analizzati) è quello riguardante l’apparato muscolo-scheletrico e il tono muscolare. Esso è fondamentale anche per la visione, la codificazione della velocità, la prospettiva e la rappresentazione mentale che il ciclista ha del proprio corpo.

 

Cosa sono i riflessi posturali statici

La risposta al continuo confluire nel corpo di stimoli esterni avviene attraverso riflessi posturali statici, che riguardano il mantenimento dello posizione nello spazio (locali, segmentali e generali); riflessi posturali stato-cinetici, che riguardano il mantenimento della posizione durante l’esecuzione del movimento (riflessi di accelerazione angolare, per i movimenti rotatori); riflessi di accelerazione lineare, per i movimenti di progressione lineare; riflessi di movimenti di parti del corpo.

 

Evitiamo di essere tesi e contratti

L’equilibrio risulta essere migliore quando si è rilassati. Un modo per ostacolare l’equilibrio, infatti, è essere tesi e contratti. Lo stato di rilasciamento delle tensioni muscolari crea una situazione corporea favorevole a realizzare qualsiasi azione automatica. Al contrario, ogni irrigidimento superfluo diventa un ostacolo o un freno all’azione dei riflessi d’equilibrio.

 

Quanto contano le risposte anticipatorie?

La maggior sensibilità permetterà di essere più rilassati e di avere maggior fiducia nelle reazioni che il corpo offrirà autonomamente in risposta agli sbilanciamenti e ai disequilibri che avvengono sulla bicicletta. Il canale cinestesico (legato agli stimoli tattili) aiuterà a decifrare la correttezza della posizione dei segmenti corporei e della massa corporea nel suo insieme.

Tutto ciò assicurerà l’integrazione e un'interazione tra le diverse informazioni di feed-back (informazione di ritorno) e di feed-forward (risposte anticipatorie).

 

Discesisti si nasce o si diventa?

Il talento che si riscontra nei grandi discesisti, per esempio, è strettamente legato all'ottimo senso di equilibrio che essi possiedono, a riflessi eccezionali, a una vista ottima, ad un briciolo di audacia e alle doti di “lettura anticipata” del percorso. Il costante svolgimento di esercitazioni divertenti, rivolte a incrementare l'equilibrio, porterà benefici anche al ciclista professionista, consentendogli di reagire, nelle maniere più adeguate, a situazioni inaspettate che si presentano nel corso della competizione.

 

Esercizi per aumentare la confidenza con la bici

Giocare a calcio con la moutainbike, saltare sollevando le due ruote, passare sotto una sbarra inclinando la bicicletta da una parte e il corpo dall'altra (e viceversa) sono alcuni tra gli esercizi che gli amanti della bicicletta possono realizzare per innalzare il loro grado di confidenza con il mezzo.

La proposizione nelle categorie giovanili di questi e molti altri esercizi, sotto forma di gioco e divertimento, forniranno al giovane corridore un bagaglio motorio considerevole dal quale attingere nel corso degli anni successivi. Sprint, discese, capacità di evitare improvvisi e pericolosi ostacoli, pedalare su terreni sconnessi, sono capacità molte volte innate ma spesso affinate e migliorate nel corso degli anni.

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