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A Mantova domina il caldo, vince la Brand

6 luglio 2015
di Gian Paolo Grossi
Terza tappa con fuga di nove tra le quali cinque campionesse nazionali. Sul podio con l'olandese (al primo successo al Giro) anche Scandolara e Cecchini. La Guarnier resta leader in classifica. Pianti e svenimento all'arrivo. La Vos: "Tornerò a vincere".
A Mantova domina il caldo, vince la Brand

A mantova domina il caldo, vince la brand

E’ il caso di insistere ancora sull’eccessivo caldo umido di questi giorni, il protagonista del meteo e delle cronache di tutti i giorni. Anche sportive, se è vero che 37 gradi in una sauna prolungata di oltre tre ore possono far selezione al Giro Rosa ben più della temuta ascesa finale all’Aprica di dopodomani. Non è una sparata, nemmeno uno scherzo: la tappa Curtatone-Mantova, la terza in calendario, dal Santuario delle Grazie (ex voto, le ragazze avrebbero fatto bene in mattinata ad entrare in basilica e chiedere alla Vergine un brusco abbassamento della temperatura) al Circuito del Te che vedeva sfrecciare Tazio Nuvolari in moto e poi in auto negli anni Trenta e Quaranta, ha prodotto più danni in classifica di una dura tappa di montagna. Con effetti non certo definitivi e catastrofici, ma certo si è assistito a quel rimescolamento di carte che tiene vivo l’interesse sulla corsa, che ora entra nel vivo.


Brand resta coperta e piazza la zampata in volata


Lucinda Brand conferma l’eccellente stato di forma: dopo due secondi posti si riavvicina alla maglia rosa vincendo la frazione allo sprint, proprio davanti a quel gioiello d’arte che è Palazzo Te. Le fanno da contorno sul podio le damigelle Vale Scandolara (seconda) ed Elena Cecchini, seguita con vivo interesse dal fidanzato Elia Viviani, affettuosamente accompagnato dai nonni. “La Brand ha corso bene ed è rimasta coperta per quasi tutta la giornata” dicono all’unisono le due battute di casa nostra, a formare il trio di atlete maggiormente accreditate in volata in un gruppo di nove, che ha animato la seconda parte della tappa. Complici un po’ le cadute, un po’ la scossa data alla corsa dalle ragazze dell’Orica-Ais ma soprattutto le temperature roventi la fuga è andata in porto nel basso Garda, a Ponti sul Mincio e il gap si è allargato a dismisura, assumendo le dimensioni di una voragine in pochi chilometri. Cinque minuti.
Con un margine così, si è capito subito che il gruppo maglia rosa avrebbe rivisto le nove fuggitive (le campionesse nazionali di Giappone, Lituania e Polonia – Hagiwara, Tuslaite e Jasinska -, oltre alla Tricolore Cecchini, alla Brand regina d’Olanda, alla scattante Scandolara, la Rowney, Lichtenberg e la giovanissima ma coraggiosa Pierobon) solo dopo l’arrivo. Al plotone non è rimasto che spingere forte per cercare di ricucire lo strappo, portando sotto i due minuti ad una decina di chilometri dall’ingresso in Mantova. Tutto è filato liscio nel temuto approccio alla volata, malgrado l’inserimento di una chicane sulla ghiaia per ovviare alla chiusura di una strada, dopo il ritrovamento di un ordigno bellico. E giungere sul punto cruciale con sole nove pretendenti al successo anziché l’intero gruppo di atlete smaniose di mettere la ruota davanti ha scongiurato il peggio. Lucinda Brand, leader virtuale per buona parte della tappa, si è dovuta accontentare di rientrare in classifica, precedendo le inseguitrici di 1’15”, mentre l’americana Megan Guarnier ha difeso il simbolo del primato, seppur di un’inezia, con ben sette ragazze in soli 17 secondi. “Ci tenevo a vinecere la mia prima tappa al Giro – ha detto la Brand – ma continuerò a vivere alla giornata, perché questa tappa dimostra che le sorprese sono davvero dietro ogni angolo”.


Promosso il tracciato nelle terre del Parco del Mincio
 

Promosso il percorso della tappa, la più lunga del Giro Rosa con i suoi 136 chilometri. Si è sviluppata nelle terre del Parco del Mincio, con una buona affluenza di pubblico nonostante il sole inaffrontabile e passaggi suggestivi in località deliziose quali Borghetto, Volta Mantovana e Monzambano, ma soprattutto il capoluogo sede d'arrivo. Dopo il traguardo qualche scena di sconforto per atlete giunte in fondo disidratate: chi piange per la sofferenza, chi resta coricata sull’asfalto bollente in attesa di un medico, prima di riprendersi al sapore di una bibita fresca. Ad osservare tutto ciò una gradita ospite, Marianne Vos, la più forte di tutte, ferma ai box per un problema alla clavicola ma in odor di pronto rientro. Plaude alle bellezze di Mantova, si concede alle interviste con un buon italiano e se ne va dopo aver dispensato autografi a sorrisi portando sotto braccio un mazzo di fiori di loto, importati nel Mincio ottant’anni fa dalle terre d’Oriente. Promette, la pluricampionesse mondiale e olimpica, che tornerà presto. Per recitare il ruolo che le compete, quella del Cannibale.           

 

Classifica terza tappa, curtatone-mantova (136 km):

  1. L. Brand (Ned-Rabo Liv Women Cycling) (abb. 13”) 136 km in 3h 17’57” (media km/h 41,223)
  2. V. Scandolara (Ita-Orica-Ais) (abb. 6”) s.t
  3. E. Cecchini (Ita-Lotto Soudal Ladies) (abb. 6”) s.t.
  4. L. Rowney (Aus- Velocio-Sram) s.t.
  5. M. Hagiwara (Jap-Wiggle-Honda) s.t.
  6. D. Tuslaite (Ltu-Inpa Sottoli Giusfredi) s.t.
  7. M. Jasinska (Pol-Alè Cipollini) s.t.
  8. C. Lichtenberg (Ger-Team Liv-Plantur) (abb. 1”) s.t.
  9. C. Pierobon (Ita-Top Girls Fassa Bortolo) a 10”
  10. A. Cucinotta (Ita- Alè Cipollini) a 1’15”

 

Classifica generale:

  1. M. Guarnier (Usa-Boels Dolmans Cycling) 362 km in 9h 07’01” (media km/h 39,716)
  2. A. Van der Breggen (Ned-Rabo Liv Women Cycling) a 2”
  3. A. Moolman-Pasio (Rsa-Bigla Pro Cycling Team) a 5”
  4. L. Brand (Ned-Rabo Liv Women Cycling) a 12”
  5. E. Longo Borghini (Ita-Wiggle-Honda) a 13”
  6. E. Stevens (Usa-Boels Dolmans Cycling) a 15”
  7. K. Niewiadoma (Pol- Rabo Liv Women Cycling) a 17”
  8. K.A. Canuel (Can-Velocio-Sram) a 24”
  9. M. Abbott (Usa-Wiggle-Honda) a 37”
  10. E. Cecchini (Ita-Lotto Soudal Ladies) a 43”

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